CARNEVALE
"Carne Vale" addio carne!
Il Carnevale non è solo l'occasione per divertirsi tra scherzi, coriandoli, sfilate e travestimenti, ma è anche un'ottima opportunità per gustare dolci e dolcetti che vengono tradizionalmente preparati per questa occasione.
Storia del Carnevale
Festa antichissima definita "il frammento più antico e meglio conservato della cultura popolare" risale al tempo degli antichi romani che celebravano tra Dicembre e Marzo i Saturnali. Erano feste dove si ricordava il tempo favoloso di Saturno in cui, come Esiodo racconta, "gli uomini vivevano come dei, avendo il cuore tranquillo, liberi da fatiche e sventure". Durante queste feste si banchettava tra orge, balli, sfilate in maschera e in carri in un mondo rovesciato dove i servi vestivano gli abiti dei padroni e cibo e vino correvano in abbondanza, almeno una volta per tutti.
I cristiani poi trasformarono questa festa pagana nel Carnevale parola che deriva dal latino "Carne Vale": addio carne! Per secoli dunque in Europa il Carnevale venne impersonato da un maiale che moriva per lasciare spazio alla lunga Quaresima imposta ai contadini dalla Chiesa ma anche dalla povertà dei campi che rimanevano improduttivi fino al raccolto estivo. Il maiale dunque era il principe del carnevale, festa dunque della abbondanza e dei bagordi prima dei giorni magri della Quaresima.Le tradizioni culinarie del Carnevale differiscono ovviamente di regione in regione, ma il tratto comune a tutte le consuetudini regionali è quello che, per una volta all'anno, vale tutto anche in cucina.
I dolci sono certamente il "piatto" che più avvicina le diverse regioni: in ogni piccolo paese d'Italia il Carnevale è l'occasione giusta per gustare con piacere dolci fritti di tutti i tipi e per tutti i gusti.
Cicerchiata
Dolce tipico del centro Italia, la cicerchiata è particolarmente diffusa in Abruzzo, Umbria, Marche e Lazio. La preparazione è semplice: dopo aver creato un impasto con farina, uova, burro e zucchero si creano piccole palline da friggere in olio d'oliva o strutto e da ricoprire successivamente con il miele.
Struffoli
Gli struffoli sono la risposta delle regioni del sud Italia alla cicerchiata. Le origini degli struffoli sono rigorosamente napoletane. La ricetta prevede l'impiego di farina, uova, burro, zucchero e vaniglia. Anche in questo caso vengono realizzate piccole palline da friggere nell'olio e da ricoprire con miele e piccoli zuccherini colorati, a simboleggiare i colori del Carnevale.
Chiacchiere
Si tratta indubbiamente del dolce più diffuso del Carnevale. Ogni regione d'Italia possiede un termine proprio per indicare questo piatto: in Toscana si chiamano cenci, in Friuli grosoli, in Emilia sfrappole, nelle Marche frappe, in Piemonte bugie e così via. La ricetta è molto semplice: farina, lievito, acqua, zucchero e liquore, che varia di regione in regione. I risultati migliori si ottengono con marsala, vino bianco, acquavite e liquore all'anice.
Ravioli dolci
Versione dolce e sfiziosa dei più classici ravioli salati, i ravioli dolci sono semplici cuscinetti di pasta quadrati o rettangolari, ripieni di marmellata, frutta secca o ricotta, che può anche essere accompagnata da scaglie di cioccolato. Da cuocere rigorosamente in olio o strutto, sono molto buoni ed altrettanto pesanti.
Zeppole
Dolce tipico della festa di San Giuseppe, le zeppole sono uno dei dolci napoletani più gustosi e prelibati. Si tratta di ciambelle fritte ripiene di crema pasticcera o chantilly, guarnite con ciliegie candite. La tradizione vuole che in passato i friggitori napoletani si esibissero pubblicamente nell'arte del preparare le zeppole di fronte ai clienti.
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