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giovedì 17 febbraio 2011

LA VERA VIOLENZA SU DONNE e BAMBINI - BOLLETTINO DI GUERRA - SCONCERTANTE - QUESTO E' PREOCCUPANTE!

 
VIOLENZA SULLE DONNE


Questo è davvero preoccupante!
Eiste un sito che monitorizza, più esattamente fa un vero e proprio bollettino di guerra sulle violenze a danno di donne, bambini e non solo.
Pubblica notizie sicure, bollettini ANSA.
E ovviamente questi sono solo i casi denunciati o emersi. Chissà quanti casi sono "nascosti" per vergogna, paura ........
Tenetelo d'okkio e capirete chi davvero è violento, chi abusa di bambini e donne.
E' un resoconto di ciò che capita in Italia quotidianamente, la VERA VIOLENZA.
Stupri, pedofilia, razzismo .................
Tutto in Italia!
Un dato sconcertante!

Visitare il sito BOLLETTINO DI GUERRA
che praticamente è la continuazione del vecchio BURQA BLOG

Pensiamoci SEMPRE, ogni giorno, ogni momento. Pensiamoci quando parliamo di violenza! E chiediamoci quale è la vera violenza!



giovedì 27 gennaio 2011

Nella giornata della memoria io ricordo i "LAOGAI" ancora esistenti e funzionanti in Cina!

Il Laogai Handbook 2008


LAOGAI 

abbreviazione di laodong gaizao 
significato : "riforma attraverso il lavoro"
 tutt'ora attivi
i campi di concentramento del 2. e 3.o millennio
DIRITTI UMANI  : ZERO



Vennero aperti nel 1950 da Mao Zedong su consulenza sovietica a imitazione dei Gulag. A tutt'oggi i Gulag sono inattivi, così pare. I laogai invece sono aperti e attivissimi.
Il numero di campi aperti è "Segreto di Stato" in Cina ovviamente ma il Il Laogai Handbook 2008 ne conta 1.440 aperti e attivi.
 Ufficialmente i campi sono un mezzo per rieducare i criminali con il lavoro. In realtà servono per sfruttare terrore, intimidazione, lavaggio del cervello, tortura contro i dissidenti politici, contro i rivoluzionari, contro chi osa opporsi alla linea politica. Inoltre sono una enorme forza lavoro gratuita. Schiavi senza diritti civili e quindi DIRITTI UMANI ZERO
I ragazzi della protesta di piazza Tien'anmen (in cina definita "incidente" di piazza Tien'anmen) sono morti o spariti divorati dai Laogai.
I Laogai sono pieni di tibetani (vedi la questione tibetana nei post che ho pubblicato sotto l'etichetta TIBET) rinchiusi da sempre. Il fine : genocidio fisico e culturale. La cultura tibetana deve sparire. Per fortuna non riusciranno nell'impresa.

Il lavaggio del cervello è uno dei metodi più soft finalizzati a indottrinare i detenuti con lezioni quotidiane dopo le lunghe ore di lavoro per giungere all'autocritica, all'autoaccusa pubblica e diventare leali al "Partito" Ciò va dimostrato anche denunciando amici e parenti etc 

Harry Wu ( attivista per i diritti umani cinese  naturalizzato statunitense) fu arrestato perchè cattolico e considerato controrivoluzionario di destra e detenuto dal 1960 al 1979  
Spiega :  
quando si entra nel campo, la prima cosa è confessare il proprio crimine. Bisogna ripetutamente dire loro il proprio crimine. Non dimenticare mai nessun dettaglio. La confessione è di primaria importanza, perchè distrugge la dignità. Bisogna dire ’ sono un criminale, sono colpevole, voglio accettare la riforma del pensiero, voglio cambiare me stesso, voglio essere fedele al presidente Mao

Lu Decheng fu uno dei 3 ragazzi che lanciarono uova contro il ritratto ufficiale di Mao nell'ottobre 1989 durante la famosa protesta studentesca di Tien'anmen, arrestato è stato "ospitato" in un "campo di lavoro" cinese.
Molto bella l'intervista rilasciata a Riccardo Cascioli di "Avvenire" nel 2007

Uno stralcio dall'intervista per capire immediatamente perchè sono sempre più numerosi e attivi i Laogai : 
"Lei sta dicendo che i giocattoli che acquistiamo, e anche gli alberi di Natale di plastica, possono provenire dai campi di lavoro forzato?

Certo, nei laogai si produce di tutto, per il mercato interno e per l'esportazione. Per il governo cinese è una grande risorsa economica, perché i laogai permettono ampia disponibilità di manodopera a costo zero, così da rendere particolarmente competitivi i prodotti cinesi. È anche per questo che i laogai sono in aumento."



venerdì 10 dicembre 2010

IL CASO DELL'ADULTERIO DI SAKINEH E' UNA TRAGICA MISTIFICAZIONE Intanto cosa sta sopportando Cosa le stanno facendo??????? Non scordiamoci di lei! MAI



IL CASO DELL'ADULTERIO DI SAKINEH
E' UNA TRAGICA MISTIFICAZIONE

Il caso dell'adulterio di Sakineh è una tragica mistificazione piena zeppa di violazioni di diritti umani. All'inizio doveva essere lapidata. Successivamente il governo iraniano ha dovuto revocare la sentenza dopo che i suoi figli hanno provocato una gigantesca protesta contro quell'accusa ridicola: lei non conosceva la lingua usata nel processo, e i presunti episodi di adulterio risalivano a un momento successivo alla morte del marito.

Poi il suo avvocato è stato costretto all'esilio, e a suo carico è stata inventata un'altra accusa: l'omicidio del marito, nonostante il fatto che un altro uomo fosse stato condannato per lo stesso motivo. Sakineh è stata torturata ed esposta sulle televisioni nazionali per "confessare". Mesi fa il regime ha arrestato due giornalisti tedeschi, il suo avvocato e suo figlio, che ha portato avanti con coraggio una campagna internazionale per salvare sua madre. il figlio di Sakineh e l'avvocato sono stati torturati senza alcuna possibilità di difesa legale FORSE SONO ANCORA IN CARCERE

La sentenza di morte per lapidazione di Sakineh è stata sospesa, ma la donna rischia ancora la pena capitale per impiccagione per complicità nell'omicidio del marito!

Sakineh Mohammadi Ashtiani, l'iraniana condannata a morte per lapidazione, non è stata rilasciata, contrariamente a quanto aveva annunciato ieri un gruppo per i diritti umani citando "fonti in Iran". Lo la detto questa mattina l'emittente statale iraniana Press Tv
E' ancora nelle loro mani e come la stanno trattando? Cosa le stanno facendo?

NON DIMENTICHIAMOCI DI SAKINEH

da Wikipedia
Sakineh Mohammadi Ashtiani fu condannata per la prima volta il 15 maggio 2006, da un tribunale di Tabriz, per il reato di "relazione illecita" con due uomini in seguito alla morte del marito. Fu condannata a ricevere 99 frustate, e la condanna venne eseguita.[4] In seguito, nel settembre 2006 ricevette una nuova condanna quando un tribunale penale accusò uno dei due uomini per il coinvolgimento nella morte del marito di Mohammadi Ashtiani. Per questo venne condannata per adulterio mentre ancora sposata, e condannata a morte per lapidazione. Malek Ejdar Sharifi, capo della magistratura nella provincia di Azerbaijan affermò che "La donna è stata condannata alla pena capitale per aver commesso omicidio e adulterio."[5][6] La Corte Suprema iraniana confermò la sua condanna a morte il 27 maggio 2007, che in seguito fu rinviata, solo un perdono dell'Ayatollah Ali Khamenei avrebbe potuto impedire l'esecuzione[7]. Il 12 agosto 2010, fu trasmesso dalla prigione iraniana Tabriz un programma televisivo di Stato che seguì la confessione di Ashtiani per adulterio e per il coinvolgimento nell'omicidio del marito. Il suo avvocato sostenne che fosse stata torturata per due giorni prima del colloquio[8]. Il 20 Agosto il London Times pubblicò la foto di una donna senza velo indicandola erroneamente come la Mohammadi Ashtiani.[9] Il 28 settembre 2010 Sakineh è stata condannata alla pena capitale mediante impiccagione per l'omicidio del marito.[10]
Il 2 novembre 2010 il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha riferito che le autorità di Teheran hanno dato l'autorizzazione per la condanna, da eseguire nella prigione di Tabriz il3 novembre[11], quando invece Mina Ahadi, la portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, ha dichiarato che Sakineh non è stata giustiziata; le pressioni dei governi occidentali sul regime di Teheran avrebbero contribuito alla decisione[12].
Il 9 dicembre 2010 varie fonti del Comitato internazionale contro la lapidazione hanno confermato ufficialmente che l'8 dicembre Sakineh è stata scarcerata, insieme al figlio Sajjad Qaderzadeh e all'avvocato Javid Hutan Kian[13]. La notizia della liberazione è stata tuttavia smentita da un'emittente televisiva iraniana già il giorno seguente, spiegando che la donna era stata portata nella sua abitazione con il figlio solo per "produrre una ricostruzione video dell'omicidio sulla scena del delitto"

NON DIMENTICHIAMOCI DI SAKINEH!


da AGENZIA RADICALE
Sakineh, l'inganno di Teheran
venerdì 10 dicembre 2010

Il "caso Sakineh", ovvero sulla sua presunta e tanto attesa liberazione, sembra ancora poco chiaro. L'emittente televisiva iraniana, Press Tv, ha smentito, questa mattina, la notizia della liberazione di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità di omicidio del marito.

Secondo quanto fa sapere l'emittente televisiva iraniana, infatti, sembrerebbero un equivoco le immagini che solo ieri ritraevano la donna a casa sua, ma che in realtà si trattava semplicemente di estratti di un programma televisivo "Iran today" della stessa emittente che ricostruiscono le circostanze del suo caso giudiziario.

Ma dall'atro canto, dichiarazioni al quanto "sconcertanti"arrivano da parte di Taher Djafarizad, attivista del Comitato antilapidazione, che ha dichiarato, dopo la smentita della tv iraniana, che la donna iraniana "era stata effettivamente liberata, forse 3 giorni fa. Secondo Djafarizad "il regime ha usato il suo rilascio perché  erano in corso i colloqui tra Iran e il gruppo del 5+1 sul nucleare". L'attivista antilapidazioni afferma, infatti, che la liberazione era stata annunciata anche da alcuni quotidiani vicini al regime, "ma poi l'hanno riportata in carcere ingannando ancora una volta lei e la comunità internazionale"

SERENA GUERRERA 
AGENZIA RADICALE - SAKINEH




NON DIMENTICHIAMO SAKINEH!


domenica 14 novembre 2010

PALESTINA : UNA NAVE ITALIANA IN PARTENZA CON LA FREEDOM FLOTILLA 2

LA FREEDOM FLOTILLA 2



CHIEDE LA PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE FORZE ATTIVE

La Freedom Flotilla 2 è la più grande mobilitazione pro Palestina che il mondo stia cercando di organizzare.

Questo movimento ha una sola bandiera: quella della Palestina libera !


La Freedom Flotilla 1, partita a maggio 2010, è stata una mobilitazione pilota. Ora, abbiamo tempo fino alla primavera 2010 per organizzare una campagna che veda coinvolti tutti gli inidividui, i movimenti e le associazioni di tutto il mondo, che intendono inviare una flotilla, un segno molto forte, contro l’occupazione illegale della Palestina e l’assedio illegale di Gaza.

La coalizione internazionale è la stessa, vi partecipano: Il Free Gaza Movement, la European Caimpaign (ECESG), l’IHH, Ship to Gaza Grecia e Ship to Gaza Danimarca. Ci sarà una nave dagli USA (US boat to Gaza e una dal Canada) oltre 20 nazioni del mondo parteciperanno.

L’italia sta organizzando la propria nave!

A tal fine, e per coordinare a livello nazionale le informazioni, le azioni a sostegno e il supporto, abbiamo costituito il sito http://www.freedomflotilla.it/

Invitiamo tutti a leggere IL MANIFESTO DELLA FREEDOM FLOTILLA 2 http://www.freedomflotilla.it/chi-siamo/manifesto-della-freedom-flotilla-2/


Per chi intende sostenere, ma non ha ancora contatti di riferimento, 
stiamo allestendo la sezione : COMITATI TERRITORIALI con i contatti locali
abbiamo inserito nella sezione SOSTENGO alcuni suggerimenti utili su come attivarsi prima e durante la navigazione della flotilla.
Abbiamo aggiunto la sezione MATERIALE UTILEche contiene una breve storia dell’occupazione israeliana e quanto riteniamo possa essere utile per chi sostiene la campagna. Il materiale è in continuo aggiornamento
ADESIONI – con le istruzioni su come aderire al progetto con la propria firma
DONAZIONI – questo progetto è autofinanziato, quindi, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere l’obiettivo esposto in questa pagina, assieme all’elenco donatori e alle istruzioni su come effettuare donazioni.

Il 27 novembre la coalizione italiana per la Freedom Flotilla 2 promuove una giornata nazionale di mobilitazione, con iniziative in tutte le città dove sia possibile. (guardare il twitter nella prima pagina del sito oppure contattare i comitati territoriali. Per quanto riguarda Roma, è in programma una manifestazione spettacolo presso la Casa della Pace, in Via di Monte Testaccio n. 22.


Questo movimento ha una sola bandiera: quella della Palestina libera !

Grazie a tutti per il sostegno attivo

Redazione Freedom Flotilla Italia

PER TUTTI I LINK E DETTAGLI VEDI
FREEDOM FLOTILLA 2 IT emergenza umanitaria GAZA su MySpce

sabato 13 novembre 2010

QUELLO CHE SERVE ORA A SAKINEH !

  
Lettera da 

Emma Ruby-Sachs

Avaaz.org






Sakineh è ancora viva! Abbiamo fermato la sua condanna alla lapidazione, posticipato il tentativo d'impiccarla nel silenzio generale e fatto sapere al governo iraniano che ha gli occhi indignati del mondo puntati addosso. Ora è tempo di salvarla per sempre.

Oltre 900.000 di noi in soli 5 giorni hanno inviato messaggi ai leader mondiali chiave. Ma ora siamo in un'impasse e dobbiamo dare all'Iran una via d'uscita da questo dilemma. Il prossimo passo per liberare Sakineh è finanziare esperti internazionali che possano rafforzare la difesa legale di Sakineh e lavorare con i funzionari in Iran per risolvere questa situazione vergognosa. Se migliaia di noi faranno una donazione entro i prossimi 3 giorni, potremo mettere al lavoro un team d'eccellenza di avvocati, mantenere alta l'attenzione per liberare Sakineh e batterci per tutte le vittime di brutali ingiustizie. Clicca sul link sotto per sostenere Sakineh:



https://secure.avaaz.org/it/whats_next_for_sakineh/?vl

L'Iran ha fatto di tutto per tenere Sakineh in prigione. L'hanno accusata di adulterio e condannata alla lapidazione, nonostante l'accusa di adulterio fosse successiva alla morte del marito. L'hanno condannata a morte per l'omicidio del marito nonostante fosse già stata assolta e un altro uomo fosse stato trovato colpevole e condannato per l'omicidio. Hanno anche arrestato suo figlio e il suo avvocato, e costretto il resto dei legali all'esilio. Dopo tutta questa attenzione esponenziale dal mondo intero, i funzionari iraniani stanno cercando disperatamente una via d'uscita.

E ora, per la prima volta, si registra il dissenso all'interno delle forze conservatrici del paese rispetto al trattamento riservato a Sakineh e al modo in cui il governo iraniano ha gestito il suo caso. Da più parti stanno chiedendo la sua assoluzione da tutte le accuse.

Un team di esperti diplomatici e legali potrebbe utilizzare questo dissenso per lavorare in Iran alla liberazione sicura di Sakineh. Il nostro appello, forte di 900.000 voci, insieme alla pressione dall'interno del paese per la liberazione di Sakineh, è la migliore opportunità per salvarla. Ora è il momento per dare tutto ciò che possiamo per mettere fine alla sua brutale persecuzione:

https://secure.avaaz.org/it/whats_next_for_sakineh/?vl

La sopravvivenza di Sakineh rappresenta un faro di speranza per la campagna contro la pena di morte in tutto il mondo. Abbiamo dimostrato un sostegno per lei mai registrato prima grazie a una petizione esplosiva, paginate strategiche sui giornali in paesi alleati dell'Iran e una cascata di messaggi ai leader mondiali che ha generato la conseguente denuncia internazionale. Partecipa anche tu al prossimo passo per liberare Sakineh, per fermare la lapidazione e per eliminare la pena di morte nel mondo.

Con speranza e determinazione,

Emma, Alice, Stephanie, Ricken, David, Graziela, Iain e il resto del team di Avaaz. 



l regime di Teheran comincia a dividersi sulla condanna alla lapidazione per Sakineh (in inglese):
http://www.polijam.com/index.php?option=com_content&view=article&id=37191:tehran-regime-starts-to-split-over-ashtiani-death-by-stoning-verdict&catid=54:world&Itemid=53

I ministri Frattini e Carfagna si appellano all'Iran:
http://www.ilgiornale.it/esteri/iran_ansia_sakineh_ong_domani_giustiziata_appelli_tutto_mondo/sakineh-esecuzione-lapidazione-pena_morte-teheran-iran/02-11-2010/articolo-id=484269-page=0-comments=1

Il neo Presidente brasiliano si pronuncia contro la lapidazione in Iran (in inglese):
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/11/03/AR2010110305762.html

Sarkozy minaccia di sospendere il dialogo se Sakineh sarà uccisa (in francese):
http://www.lefigaro.fr/international/2010/11/03/01003-20101103ARTFIG00419-sakineh-sarkozy-aurait-directement-menace-l-iran.php

Il Canada condanna la possibile esecuzione (in inglese):
http://www.theglobeandmail.com/news/politics/canada-calls-planned-execution-of-iranian-woman-completely-out-of-line/article1783290/

Il Regno Unito chiede di fermare l'esecuzione (in inglese):
http://ukiniran.fco.gov.uk/en/news/?view=News&id=23139672

Gli Stati Uniti chiedono di non ucciderla (in inglese):
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hXcWTNyR_NntWQMCKG3d9XxYBISw?docId=CNG.8a2d12eae1177874ba5a4a061cec5e53.231





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Dalla parte di Sakineh

Sakineh è ancora viva! Abbiamo fermato la sua condanna alla lapidazione e posticipato il tentativo d'impiccarla nel silenzio generale: ora è tempo di salvare Sakineh per sempre.

La scorsa settimana, oltre 900.000 di noi si sono mobilitatidopo aver saputo che l'esecuzione di Sakineh era imminente: leautorità hanno immediatamente sospeso la sentenza.

Ora dobbiamo raccogliere il denaro necessario per finanziare un team di esperti posizionato in Iran e una campagna per far crescere la pressione internazionale per liberare Sakineh. Dona ora per mettere al lavoro un team eccellente di avvocati, per mantenere alta l'attenzione per liberare Sakineh e per lavorare per tutte le vittime di brutali ingiustizie. 












lunedì 15 febbraio 2010

CAMPAGNE URGENTI : Appello per la liberazione di Tenzin Delek Rinpoche

CAMPAGNE URGENTI :
Appello per la liberazione di Tenzin Delek Rinpoche

LA NOSTRA SOLIDARIETÀ A TENZIN DELEK E AI TIBETANI CHE SI SONO MOBILITATI PER LA REVISIONE DELLA SENTENZA!


  La decisione del governo cinese di commutare la sentenza di morte pronunciata nei confronti di Tenzin Delek Rinpoche nel carcere a vita è stata indubbiamente una vittoria per i tibetani e per le migliaia di persone che, in tutto il mondo, si sono adoperate per salvargli la vita. E’ la prova concreta dell’efficacia della pressione internazionale e la dimostrazione di ciò che possiamo ottenere se ci attiviamo congiuntamente e in grande numero.



Tenzin Delek Rinpoche rimane tuttavia un prigioniero politico, condannato a languire a vita nelle carceri cinesi. Al termine del processo d’appello, Tenzin Delek Rinpoche è stato condannato al carcere a vita. Trasferito dal carcere di Chuandong a quello di Mianyang (nella provincia del Sichuan), sappiamo che le sue condizioni di salute non sono buone: soffre di alta pressione e, a causa delle torture cui è stato sottoposto prima del processo, ha problemi cardiaci e polmonari. Continua a proclamare la sua innocenza.


Nel giugno 2009, a un compaesano che gli faceva visita in prigione, Tenzin Delek Rinpoche disse: “Non sono colpevole, chiedete giustizia, chiamate tutti e fate il possibile perché la sentenza sia cambiata”.


  In segno di aiuto, 40.000 tibetani appartenenti alla comunità di Tenzin, firmarono una petizione (molte firme consistevano nell’impronta del pollice) in cui si chiedeva giustizia per il loro leader. Questa una pagina della petizione.




In segno di solidarietà con Tenzin Delek e i tibetani che per lui hanno manifestato lo scorso mese di dicembre in tutta l’area di Lithang, vi chiediamo di firmare la petizione on line al sito:





Accanto alla vostra firma comparirà l’impronta di un pollice, come nella petizione dei tibetani.


La petizione sarà inviata a Zhou Yongkang (nella foto), uno dei massimi dirigenti del Partito Comunista. Nel 2002, Zhu era Segretario del Partito nella provincia del Sichuan, dove Tenzin Delek era detenuto. Attualmente ricopre la carica di Segretario del Comitato Centrale per le Politiche Legali, il principale organo della Repubblica Popolare Cinese di supervisione nell’applicazione della legge.



  La campagna, lanciata a livello internazionale, ha come obiettivo la raccolta di 40.000 firme entro il 10 marzo 2010.

















Altre azioni:

1) Scrivete al Liu Qibao, segretario del Partito della Regione del Sichuan per chiedere la sua liberazione.

2) Scrivete al nostro Ministro degli Esteri, on. Franco Frattini


Note biografiche :

Nato a Litang, nel Sichuan, nel 1950, Tenzin Delek è stato protagonista, nella sua provincia, di battaglie ambientaliste, sociali e religiose. Dal 1982 al 1987 visse in India, dove studiò sotto la supervisione del Dalai Lama, il leader tibetano in esilio dal 1951. Dal suo maestro venne riconosciuto come "tulku", ovvero lama reincarnato. Tornato in Cina nel 1987, Tenzin Delek fondò monasteri, ospedali, scuole e orfanotrofi ma i suoi rapporti con le autorità cinesi si guastarono nel 1993, quando si oppose ai tentativi di disboscamento attuati dal governo nelle aree tibetane. Arrestato nell'aprile 2002 con un altro monaco, Lobsang Dhondup, 28 anni, i due vennero accusati dell'attentato avvenuto agli inizi di quello stesso mese nella piazza principale di Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan. I due monaci furono entrambi condannati a morte il 2 dicembre 2002 ma il 26 gennaio 2003 la sentenza venne eseguita solo per Lobsang Dhondup; Tenzin Delek si vide sospendere la condanna per due anni. Nel gennaio 2005, a seguito delle fortissime pressioni internazionali, la condanna a morte è stata commutata nel carcere a vita.

venerdì 8 gennaio 2010

GAZA - diritti umani violati - ricordati della palestina!

IL CONVOGLIO DI VIVAPALESTINA CON AIUTI UMANITARI, partito dalla Gran Bretagna, a cui si è aggiunta la spedizione ITALIANA, E' RIUSCITO AD ENTRARE A GAZA




MA QUESTA NON E' LA BRUTTA NOTIZIA....MI E' APPENA STATO SEGNALATO CHE F16 ISRAELIANI STANNO BOMBARDANDO GAZA , la notizia è pubblicata su Paltelegraph:

http://www.paltelegraph.com/hot-topic/3551-breaking-news-israeli-f16s-attack-northern-western-southern-and-middle-gaza-now
 

sabato 2 gennaio 2010

GAZA - Aggiornamenti dal Cairo e una lettera da Gaza

Il 31/12/2009 si è svolta la Gaza Freedom March a Gaza, a cui hanno partecipato solo i Palestinesi e meno di 100 internazionali (dei 1400 attivisti presenti al Cairo), che l’Egitto ha lasciato entrare a Gaza.


Gli internazionali al Cairo hanno continuato tutto il giorno a manifestare pacificamente al Cairo la loro determinazione a chiedere giustizia e libertà per Gaza e per tutta la Palestina. Sono stati continuamente aggrediti e dispersi o sequestrati negli alberghi da una solerte polizia Egiziana in assetto anti sommossa. Ci sono feriti, anche tra i 140 Italiani (non ho notizie dettagliate sul numero di feriti, la notizia è stata data dal TG3 ).


Ma gli attivisti non demordono ancora, chiedono a tutto il mondo attenzione, 30 sono in sciopero della fame ed hanno dichiarato che continueranno fino a quando anche Gaza, assediata, non riuscirà a mangiare

“Il piacere del nostro cibo è mescolato alla sofferenza dei Palesinesi.” In sostanza dichiarano: Non riprenderemo a mangiare finchè a Gaza non avranno riacquistato il diritto al cibo, ad una casa e alla libertà.

Ad iniziare lo sciopero della fame è stata Hedy Epstein, l’85enne sopravvissuta all’Olocausto, che da 5 giorni è in sciopero assieme a 29 attivisti.

DI SEGUITO LA COMMOVENTE LETTERA CHE SCRIVONO DA GAZA I PALESTINESI ASSEDIATI:
 
Per cortesia inoltrate questa lettera a tutti I sostenitori della Gaza Freedom March e dite loro che li aspettiamo ancora, marceremo con loro dentro Gaza presto! Non mollate, noi non cadremo!
Majed Abusalama

Noi sognatori della libertà a Gaza aspettiamo le “candele della speranza” che ardono fuori.


Ad un anno dal massacro di Gaza, il nostro cuore è allietato nel vedere tutti questi sostenitori dal mondo intero che ci salutano come fratelli e sorelle e ci trasmettono energie positive sufficienti per continuare ad essere ottimisti sul fatto che tutto il mondo un giorno chiederà ai propri leader di fermare la fondazione di nuove colonie in Cisgiordania e di rimuovere il blocco di Gaza.

Comunque, nonostante tutta questa attesa, proteste, sciopero della fame e dimostrazioni, il governo Egiziano ha consentito solo a 100 persone di entrare a Gaza. Noi giovani di Gaza diciamo che NON è sufficiente per interrompere il blocco. Gaza non vuole dipendere dagli “aiuti”. E non vogliamo solo poche persone autorizzate ad entrare una volta ogni tanto. La popolazione di Gaza vuole interrompere l’assedio completamente e per sempre. Abbiamo appena iniziato e siamo ancora piccoli, ma ora dobbiamo crescere, diventare tanti e forti.

Aspettiamo ancora che possiate entrare tutti a Gaza e di poter condividere con voi le sensazioni, i sentimenti, ma anche sel’Egitto vi costringe fuori, il lavoro che state svolgendo in Egitto è importante. L’Egitto è uno degli artefici del blocco, quindi apprezziamo molto tutte le azioni di protesta e solidarietà che avete condotto in ogni “centro nevralgico” di quella grande città che è il Cairo, rischiando parecchio la vostra incolumità personale,. Avete dimostrato il vostro sostegno a Gaza e alla Palestina forte e chiaro, cercando di svegliare l’umanità intera e sensibilizzarla sulle condizioni degli oltre 1 milione e mezzo di abitanti di Gaza che soffrono oramai da quattro anni.

Per favore, non smettete di lottare, non importa cosa accada. Con il vostro aiuto, noi otterremo giustizia e pace. Marciamo per la pace insieme.

Aspettiamo ancora che la Gaza Freedom March arrivi dal Cairo e Noi siamo contro la decisione del governo Egiziano! Siate i benvenuti a Gaza con l’augurio di un Felice Anno Nuovo senza Assedio, senza Settlements (Colonie) e senza Occupazione!

Majed Abusalama
Representative of Youth in Gaza
Community Activist and Peace Maker
Gaza strip, Palestine
Majedgaza@gmail.com
+972599828830

martedì 22 dicembre 2009

EGITTO IMPEDIRA' L'INGRESSO DA RAFAH - 2.a Chiamata all'Azione

La Freedom March prevede di entrare a Gaza dal valico di Rafah (Gaza/Egitto), chiuso a causa dell'assedio.

Fonte originale in inglese: http://gazafreedommarch.ca/cms/ENGLISH/BreakingNews.aspx




E’ ufficiale la comunicazione che il governo egiziano, dopo aver convocato gli ambasciatori delle 42 nazioni cui appartengono i volontari della Gaza Freedom March, li ha avvertiti che la Marcia non è autorizzata. Di conseguenza, pur non potendo impedire l'arrivo in Egitto di cittadini stranieri, impedirà ogni violazione delle leggi e della sicurezza del Paese, se necessario anche procedendo ad arresti. La nostra ambasciata non ha potuto che prendere atto delle dichiarazioni egiziane, non potendo agire autonomamente, in quanto la dimensione del problema va molto oltre i rapporti bilaterali italo-egiziani.



Di seguito, trovate la traduzione del comunicato emesso, a nome di tutte le organizzazioni della GFM, dal Comitato organizzatore e un testo suggerito da inviare VIA MAIL

********************

COMUNICATO EMESSO A NOME DI TUTTE LE ORGANIZZAZIONI DELLA GFDM, DAL COMITATO ORGANIZZATORE

21 dicembre 2009



Siamo determinati a rompere l'assedio


Continueremo a fare tutto il possibile perché si realizzi



Con il pretesto di un aumento delle tensioni sul confine tra Gaza ed Egitto,


il Ministero degli Esteri egiziano ci ha informato ieri che il confine di Rafah


sarà chiuso nelle prossime settimane. Abbiamo risposto che la tensione c'è


sempre al confine a causa dell'assedio, che non ci sentiamo minacciati e


che, se ci sono rischi, sono rischi che siamo disposti a correre. Abbiamo


anche detto che ormai è troppo tardi per gli oltre 1.300 delegati provenienti


da più di 42 paesi per cambiare i loro programmi. Abbiamo entrambi


convenuto di proseguire i nostri scambi.





Anche se lo consideriamo un passo indietro, è comunque qualcosa che


abbiamo incontrato - e superato - in passato. Nessuna delle delegazioni,


grandi o piccole, che sono entrate a Gaza nel corso degli ultimi 12 mesi ha


mai ricevuto un' autorizzazione finale prima di arrivare al confine di Rafah.


La maggior parte delle delegazioni sono state scoraggiate persino da


lasciare il Cairo per Rafah. Alcune hanno avuto i loro pullman bloccati lungo


la strada. Ad alcune è stato detto chiaro e tondo che non potevano andare


a Gaza. Ma a seguito di pressioni pubbliche e politiche, il governo egiziano


ha cambiato la sua posizione e le ha lasciate passare.




I nostri sforzi e i nostri piani rimangono invariati, a questo punto. Abbiamo


deciso di rompere l'assedio di Gaza e marciare il 31 dicembre contro


l'assedio israeliano. Continuiamo nella stessa direzione.


Le ambasciate e missioni egiziane in tutto il mondo devono sentire la nostra


voce e quella dei nostri sostenitori (per telefono, fax ed e-mail) nei prossimi


decisivi giorni, con un messaggio chiaro: lasciate che la delegazione


internazionale entri a Gaza e lasciate che la Gaza Freedom March faccia il


suo cammino.




Avete aderito e vi sieti iscritti per partecipare alla Gaza Freedom March: è


stato il primo passo. Adesso, chiamate e scrivete all'ambasciata egiziana a


Roma e chiedete ai parlamentari da voi eletti di chiamare a vostro nome.


Contattate i media locali per dire che state partendo per Gaza. Poi fate le


valigie e venite al Cairo pronti a camminare insieme ai nostri fratelli e sorelle


di Gaza.



Aspettiamo di vedervi tutti la settimana prossima.



Comitato organizzatore

Gaza Freedom March






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CHIAMATA ALL’AZIONE :



BOZZA DI LETTERA DA INVIARE ALL'AMBASCIATA EGIZIANA





VIA MAIL A Vambegitto@yahoo.com , VIA TELEFONO AI NUMERI 0644234764, 068440191, 0684241896. O TRAMITE FAX AI NUMERI 068554424 e 0685301175. Coinvolgete amici, parenti, rappresentanti istituzionali come consiglieri regionali, provinciali, comunali, insomma chi vi pare.


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** Esempio di testo per le chiamate/fax/email all'ambascata :






Scrivo per esprimere il mio pieno sostegno alla Gaza Freedom March del


31 dicembre 2009. Chiedo al Governo egiziano di consentire ai/alle 1.300


delegati/e internazionali di entrare nella Striscia di Gaza attraverso l'Egitto.






Obiettivo della marcia è esigere da Israele la fine dell'assedio. La


delegazione internazionale consegnerà anche aiuti medici di cui c'è grande


scarsità, così come materiale scolastico e giacche invernali per i bambini di


Gaza.



Per favore, lasciate che questa storica Marcia possa procedere.




Cordiali saluti,

domenica 20 dicembre 2009

NATALE IN TERRA SANTA - sotto assedio è uno strazio



http://www.youtube.com/watch?v=9esPiCxLDZk


un modo per partecipare, sostenere, anche solo facendo girare le informazioni:

la Freedom March il 27 Dicembre 2009, http://www.gazafreedommarch.org/

L'iniziativa italiana che partecipa a questa marcia: Urgenza Sanitaria Gaza, sono già partiti alcuni giorni fà, portando più di 600 protesi in dono ad un ospedale di Gaza.
link per informazioni : http://urgenzasanitaria.ning.com/

Chiamata all'azione FREEDOM MARCH 27 DICEMBRE 2009

Chiamata all'azione
Categoria: Notizie e politica
Ad un anno dai bombardamenti Israeliani su Gaza, il mondo civile ha deciso di marciare pacificamente verso una Gaza ancora sotto brutale assedio da parte di Israele.
FREEDOM MARCH 27 DICEMBRE 2009
Diverse carovane umanitarie composte da attivisti per i diritti umani, convergeranno a Rafah (punto di ingresso a Gaza dall'Egitto) tentando di forzare pacificamente il blocco.




QUESTO PROFILO SARA' COSTANTEMENTE IMPEGNATO A SEGUIRE GLI SVILUPPI DI QUESTA IMPORTANTE INIZIATIVA IN FAVORE DI GAZA E DELLA PALESTINA

LA RIUSCITA DI QUESTA INIZIATIVA DIPENDE MOLTO DALLA DIFFUSIONE CHE NOI RIUSCIREMO A DARE ALLE INFORMAZIONI. I MEDIA NE PARLERANNO? CREDO DI NO.

I due movimenti Italiani che partecipano a questa marcia sono:

Forum Palestina
e
http://www.actionforpeace.org/

Divulghiamo di seguito la richiesta urgente di azione da parte di Forum Palestina:

"Nel primo pomeriggio di domani, il Forum Palestina incontrerà l'ambasciata egiziana in Italia. Come certamente saprete, a tutt'oggi l'Egitto non ha autorizzato l'ingresso dei volontari della Gaza Freedom March nella Striscia di Gaza, per cui è importante effettuare tutte le forme di pressione possibili. Qui sotto, trovate una bozza di lettera - che potete adattare come meglio credete - da inviare via mail a ambegitto@pelagus.it . Se preferite telefonare, i numeri sono 0644234764, 068440191, 0684241896. I n. di fax sono 068554424 e 0685301175. Coinvolgete amici, parenti, rappresentanti istituzionali come consiglieri regionali, provinciali, comunali, insomma chi vi pare.

A
S.E. l'Ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto in Italia

Oggetto: Gaza Freedom March

Eccellenza,
mi rivolgo a Lei per chiederLe di informare il suo Governo che, in quanto cittadino italiano, mi auguro voglia consentire l'ingresso nella Striscia di Gaza ai miei concittadini ed a tutti i partecipanti alla Gaza Freedom March.
L'opinione pubblica del nostro Paese è profondamente turbata per l'assedio imposto ad un milione e mezzo di Palestinesi di Gaza, vittime delle continue aggressioni israeliane e di un embargo internazionale che riduce alla disperazione centinaia di migliaia di innocenti.
Ad un anno dalla criminale operazione "Piombo fuso", alla luce del Rapporto Goldstone e della recentissima denuncia sull'utilizzo da parte di israele di armi proibite dal Diritto Internazionale, volontari da tutto il mondo si recheranno nella Striscia di Gaza per portare solidarietà.
In nome dei rapporti di amicizia e fratellanza che intercorrono fra il popolo egiziano e quello italiano, testimoniati anche dal nostro grande interesse verso il turismo nel Suo Paese, Le chiedo di trasmettere al Suo governo la mai richiesta di consentire l'accesso dei miei connazionali e di tutti i volontari della Gaza Freedom March nella Striscia di Gaza.

Distinti saluti,

martedì 15 dicembre 2009

Le protesi sono in viaggio per Gaza!

Dopo mesi di organizzazione e preparativi vari, ieri pomeriggio le 787 protesi chirurgico-ortopediche all'anca (che erano stoccate presso l'Associazione Medici in Africa, alla clinica chirurgica dell'ospedale San Martino di Genova) sono partite per essere consegnate all'ospedale Al Awda di Gaza.
Le protesi sono state caricate su due furgoni che si uniranno al convoglio di Viva Palestina che oggi pomeriggio parte dal porto di Ancona e che è promosso anche da una ong inglese di medici, Mobile International Surgical Team Mist).
Il convoglio passerà da Grecia, Turchia, Siria, Giordania per unirsi alla fine dell'anno alla manifestazione internazionale "Gaza Freedom March", al varco di Rafah, a un anno esatto dall'attacco di Israele su Gaza.
Al valico sarà presente l'Associazione Urgenza Sanitaria Gaza, sia in adesione alla Marcia, sia per la consegna del materiale.

sabato 5 dicembre 2009

AIUTATECI A DIFFONDERE E SOSTENERE – INIZIATIVA ITALIANA PER GAZA

Gaza è sotto assedio brutale oramai da più di 2 anni. A seguito dei bombardamenti da parte di Israele (Dic-Gen scorso), Gaza è un cumulo di macerie, non ha un’economia, una moneta propria, la disoccupazione è salita all’80% perché l’assedio vieta l’ingresso e l’uscita dell’80% delle merci causando la chiusura delle industrie, del commercio e il crollo dell’economia. La sopravvivenza degli abitanti di Gaza dipende interamente dagli aiuti umanitari. L’esercito Israeliano spara continuamente sui contadini lungo la buffer zone di confine, la marina Israeliana spara sui pescatori che si recano a pescare all’interno delle acque territoriali di Gaza. L’assedio continua e Israele vieta l’ingresso ad ogni tipo di materiale da ricostruzione. Questo si chiama olocausto.

Fermiamolo, aderendo, sostenendo e informando sulle iniziative internazionali a sostegno della libertà e dei diritti umani della Palestina, violati da Israele.

(vi invitiamo a vedere i due video testimonianza di due volontari da Gaza : Ewa Jasievitcz e Vittorio Arrigoni)

FREEDOM MARCH : 27 DICEMBRE 2009 . Da varie parti del mondo partono convogli umanitari per forzare il blocco disumano di Gaza. Parteciperanno anche Nelson Mandela e Jimmy Carter.

Il link della freedom march è questo : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmdhemFmcmVlZG9tbWFyY2gub3JnLw==

Potete trovare informazioni in italiano nel blog di Vik (Vittorio Arrigoni) :
http://guerrillaradio.iobloggo.com/1831/gaza-freedom-march

INIZIATIVA ITALIANA CHE PARTECIPA ALLA FREEDOM MARCH
Urgenza Sanitaria Gaza è nata a Genova in quei 22 giorni di orrore, dei bombardamenti Israeliani su Gaza (27dicembre 08-18 gennaio 09), per portare solidarietà e aiuto dal basso al popolo palestinese, mentre il silenzio complice delle istituzioni europee permetteva lo scempio sulla popolazione inerte.

La prima missione, di due mesi, ha portato ad una collaborazione con l’Ospedale Al Awda di Jabalia.

La prossima missione porterà a Gaza una cospicua donazione di protesi ortopediche al fine di sostenere il Sistema Sanitario di Gaza, duramente colpito dall’assedio.

Urgenza Sanitaria Gaza aderirà alla Manifestazione Internazionale a Rafah (Sinai) del 27 Dicembre 2009 Gaza Freedom March e alla carovana Viva Palestina, guidata da George Galloway che, dall'Inghilterra, passando per Italia e Grecia, attraverserà in Dicembre il Medio Oriente per portare mezzi e viveri e forzare il disumano assedio.

mercoledì 2 dicembre 2009

12 DICEMBRE, UN GIORNO PER SALVARE IL PIANETA!

È il momento di darci da fare. Il mese prossimo i leader mondiali si riuniranno a Copenhagen per definire un nuovo accordo globale sul clima. Il risultato delle negoziazioni sarà tanto incisivo quanto noi richiederemo - o tanto mediocre quanto noi permetteremo.

Il rischio maggiore? Che tra tutte le manovre politiche e burocratiche, il mondo dimentichi che cosa c’è in ballo.
Quindi ecco il nostro piano: organizzare, durante le negoziazioni, delle veglie alla luce di candele in ogni angolo del pianeta per dare un volto umano reale alla necessità di un accordo vero sul clima. Sarà la più grande giornata globale di azione per il clima della storia - che i leader mondiali e i media non potranno ignorare.

Per iniziare devi semplicemente scegliere una località adatta per una veglia nella tua area e registrarla sulla mappa mondiale. Fatto questo, il resto è davvero facilissimo – porta delle candele e fai circolare il nostro breve messaggio perché le persone lo possano leggere a turno. Ci vuole meno di un’ora per organizzare l’evento – e i membri di Avaaz della tua area saranno invitati a partecipare.

È il momento di darci da fare – dobbiamo essere all’altezza della situazione!
 
Clicca qui per registrare una veglia per il clima!
 
Mancano solo poche settimane per quello che sarà davvero il momento più importante nella risposta mondiale al cambiamento climatico. Non ci aspettiamo, e non accetteremo, niente di meno di ciò che serve davvero per salvare il nostro pianeta.




Ecco in che modo ogni evento farà la differenza: :



Pressione al livello nazionale - in negoziazioni a livello globale ogni paese fa una differenza, nel bene o nel male. Il problema, nella maggior parte dei casi, è che le negoziazioni internazionali non sono seguite sufficientemente da vicino nelle varie nazioni - ma organizzando eventi a livello locale mostreremo ai politici in Italia che questa volta stiamo seguendo con molta attenzione, con alle spalle il potere di un movimento organizzato a livello internazionale per puntare il dito pubblicamente contro quei paesi che si renderanno colpevoli di rallentare il progresso.



Media mondiali - per creare un evento mediatico a livello mondiale ci vuole un mondo in azione. Dobbiamo dimostrare ai giornalisti che questa è molto di più dell’ennesima protesta: è una giornata d’azione coordinata a livello globale su vastissima scala. Abbiamo già dimostrato che questo funziona – la nostra Chiamata al Risveglio Globale e la giornata di azione di 350 hanno ricevuto ampia copertura mediatica quest’anno. Adesso, durante le negoziazioni di Copenhagen, il movimento mediatico sarà anche maggiore. Migliaia di veglie in tutto il mondo daranno a questa giornata di azione la visibilità necessaria per avere un impatto mediatico globale anche grandissimo.



Prove fotografiche - le foto delle veglie organizzate in tutto il mondo verranno stampate e consegnate ai leader mondiali a Copenhagen: sono la prova che la gente di tutto il mondo ha lo stesso ambizioso obiettivo per il nostro pianeta: un vero accordo sul clima. Tutte le foto verranno anche postate su Internet perché milioni di membri di Avaaz possano vederle e saranno distribuite ai media globali.
 
 
È il momento di darci da fare – dobbiamo essere all’altezza della situazione!
Clicca qui per registrare una veglia per il clima!
 
Grazie
Ricken, Ben, Taren, Iain, Sam, Alice, Milena, Paul, Luis, Julius, Lisa e e tutto il team di Avaaz

venerdì 27 novembre 2009

NESSUN POSTO AL TAVOLO - promesse rimangiate dai Leader nel summit sul clima

DA Ben Wikler - Avaaz.org
Avaaz.org è un'organizzazione non-profit e indipendente, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra

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Di fronte al più importante summit sul clima mai tenuto finora, i leader si stanno rimangiando le promesse di un accordo che fermi i cambiamenti climatici catastrofici.

Se falliscono non si tratterà di avere meno neve sui campi da sci. Milioni di famiglie in Africa vedranno trasformate le loro fattorie in polvere per i deserti che avanzano, molti in Asia periranno a causa di sempre peggiori inondazioni e tempeste, e interi stati-isola saranno minacciati dall'innalzamento degli oceani -- tutto nei prossimi 10-15 anni.

Il tema del clima si può perdere dietro alle statistiche. Ma nei momenti cruciali, le voci moralmente rilevanti possono farla finita con i rumori di fondo.

Ecco perchè Avaaz sta facendo uno sforzo importante per incrementare la capacità negoziale di isole in pericolo, come Nauru e Palau, alle negoziazioni sul clima di Copenaghen -- e supportare il loro messaggio preparando un forte appoggio sul campo, per ottenere un accordo valido. Anche un contributo da $50 (?33) può coprire i costi di cartelloni e fotocopie per una conferenza stampa -- ma avremo bisogno di più, per coprire biglietti aerei, vitto e materiale illustrativo ... per favore fai una donazione con quello che puoi:

https://secure.avaaz.org/it/their_voices_must_be_heard

Conosciamo la forza delle voci di chi soffre in prima linea i cambiamenti climatici. Al summit di Bali due anni fa, un intervento straordinario di un delegato di Papua Nuova Guinea ha spinto gli Usa a cedere -- sbloccando l'impasse e salvando il negoziato dal collasso, proprio alla fine. Gli stati isola continuano a guidare il mondo -- nel chiedere cambiamenti coraggiosi quando altri sono timidi.

Il problema risiede nel fatto che Europa, Canada e Usa, di solito, inviano dozzine di negoziatori e staff di supporto a questi summit -- mentre la maggior parte dei piccoli stati è in difficoltà a mandare più di due o tre delegati. E le negoziazioni sono multiple e tenute in contemporanea. Se un paese ha una delegazione piccola, di solito non si può sedere al tavolo in cui si prendono decisioni che decideranno della sua sopravvivenza.

Ciò che accade prima alle piccole isole, dopo succederà a tutti noi. Abbiamo bisogno delle voci dei leader delle isole a Copenaghen. E se ognuno di noi fa una piccola donazione, potremo fare in modo che siano ascoltati -- ai negoziati sul clima e nel mondo. Facciamo la nostra parte:

https://secure.avaaz.org/it/their_voices_must_be_heard

È giunta ora di stare a fianco dei nostri fratelli e sorelle che patiscono in prima linea i cambiamenti climatici. La loro lotta e il loro destino sono anche nostri.

Con speranza,

Ben, Taren, Iain, Sam, Ricken, Alice, Milena, Paul, Luis, Julius, e tutto il team Avaaz

PS: Abbiamo già aiutato gli stati isola in passato. L'anno scorso oltre 150,000 fra noi hanno firmato una petizione per supportare la loro risoluzione all'ONU, che chiedeva che i cambiamenti climatici fossero riconosciuti come una minaccia alla sicurezza internazionale e alla pace. Gli Ambasciatori degli stati-isola presentarono la risoluzione--e l'ONU approvò la risoluzione. Ora abbiamo l'opportunità di fare qualcosa di più. Clicca qui sotto per solidarizzare concretamente con quelli che vengono colpiti per primi e più duro dai cambiamenti climatici: https://secure.avaaz.org/it/their_voices_must_be_heard


Se leader come Obama tentennano di fronte alle negoziazioni globali sul clima, le voci dei più deboli diventano necessarie nel dibattito. Avaaz ha la possibilità di aiutare i piccoli stati-isola, la cui sopravvivenza è in discussione, a far sentire la propria voce a Copenaghen!

martedì 24 novembre 2009

The Free Gaza Movement e date di VITTORIO ARRIGONI, attivista dell'International Solidarity Movement

http://www.youtube.com/watch?v=lr36-3BrjKA




Abbiamo raggiunto Gaza quattro volte nel 2008. I nostri ultim 3 viaggi sono stati fermati violentemente dalle forze navali di occupazione Israeliane. Ma non ci arrendiamo. Abbiamo intenzione di andare di nuovo nel 2010. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per fare in modo che viaggi abbiamo successo. Per favore guardate questo video (in inglese) per capire come aiutarci.

Grazie


VITTORIO ARRIGONI, italiano attivista dell'International Solidarity Movement, di ritorno da Gaza dopo più di un anno, continua il suo giro delle città italiane per raccontare.


Ha scritto un libro : "Gaza. Restiamo umani" edito da Manifesto libri

ROMA:
24 novembre alle ore 21 al csoa Forte Prenestino

PISA
25 novembre ore 21 al circolo Agorà via Bovio,50 Pisa


BRINDISI
26 novembre via Annunziata 17 sala ex CSM


LECCE
venerdì 27 novembre nella libreria Icaro via Liborio Romano angolo via Trinchese


S.vito dei Normanni (BR)
sabato 28 Novembre NELLA libreria Icaro via Cavour 2 traversa del corso


Torre Santa Susanna (BR)
domenica 29 novembre sala convegni CGIL pzza. Umberto 1


TARANTO
lunedì 30 Novembre a Taranto biblioteca comunale pzza. Dante zona bestat

FOGGIA
martedì 1 Dicembre nella biblioteca provinciale presso la stazione ferroviaria.
mercoledì 2 dicembre ore 21 al Cinema Falso Movimento, Via Campanile 10

ASCOLI
giovedì 3 dicembre sala docens del cup (Consorzio Universitario Piceno)

JESI (An)
venerdì 4 dicembre ore 18 al CSA TNT, Via Politi


PESARO
venerdì 4 dicembre ore 21 al CSA OLTREFRONTIERA Via Leoncavallo, 15 (Villa S.Pesaro)


ANCONA
sabato 5 dicembre ore 17 30 AMBASCIATA DEI DIRITTI MARCHE, Via Urbino 18








Restiamo Umani

Vik





Restiamo Umani è diventato un libro:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/1789/restiamo-umani-di-vittorio-arrigoni