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domenica 14 novembre 2010

PALESTINA : UNA NAVE ITALIANA IN PARTENZA CON LA FREEDOM FLOTILLA 2

LA FREEDOM FLOTILLA 2



CHIEDE LA PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE FORZE ATTIVE

La Freedom Flotilla 2 è la più grande mobilitazione pro Palestina che il mondo stia cercando di organizzare.

Questo movimento ha una sola bandiera: quella della Palestina libera !


La Freedom Flotilla 1, partita a maggio 2010, è stata una mobilitazione pilota. Ora, abbiamo tempo fino alla primavera 2010 per organizzare una campagna che veda coinvolti tutti gli inidividui, i movimenti e le associazioni di tutto il mondo, che intendono inviare una flotilla, un segno molto forte, contro l’occupazione illegale della Palestina e l’assedio illegale di Gaza.

La coalizione internazionale è la stessa, vi partecipano: Il Free Gaza Movement, la European Caimpaign (ECESG), l’IHH, Ship to Gaza Grecia e Ship to Gaza Danimarca. Ci sarà una nave dagli USA (US boat to Gaza e una dal Canada) oltre 20 nazioni del mondo parteciperanno.

L’italia sta organizzando la propria nave!

A tal fine, e per coordinare a livello nazionale le informazioni, le azioni a sostegno e il supporto, abbiamo costituito il sito http://www.freedomflotilla.it/

Invitiamo tutti a leggere IL MANIFESTO DELLA FREEDOM FLOTILLA 2 http://www.freedomflotilla.it/chi-siamo/manifesto-della-freedom-flotilla-2/


Per chi intende sostenere, ma non ha ancora contatti di riferimento, 
stiamo allestendo la sezione : COMITATI TERRITORIALI con i contatti locali
abbiamo inserito nella sezione SOSTENGO alcuni suggerimenti utili su come attivarsi prima e durante la navigazione della flotilla.
Abbiamo aggiunto la sezione MATERIALE UTILEche contiene una breve storia dell’occupazione israeliana e quanto riteniamo possa essere utile per chi sostiene la campagna. Il materiale è in continuo aggiornamento
ADESIONI – con le istruzioni su come aderire al progetto con la propria firma
DONAZIONI – questo progetto è autofinanziato, quindi, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere l’obiettivo esposto in questa pagina, assieme all’elenco donatori e alle istruzioni su come effettuare donazioni.

Il 27 novembre la coalizione italiana per la Freedom Flotilla 2 promuove una giornata nazionale di mobilitazione, con iniziative in tutte le città dove sia possibile. (guardare il twitter nella prima pagina del sito oppure contattare i comitati territoriali. Per quanto riguarda Roma, è in programma una manifestazione spettacolo presso la Casa della Pace, in Via di Monte Testaccio n. 22.


Questo movimento ha una sola bandiera: quella della Palestina libera !

Grazie a tutti per il sostegno attivo

Redazione Freedom Flotilla Italia

PER TUTTI I LINK E DETTAGLI VEDI
FREEDOM FLOTILLA 2 IT emergenza umanitaria GAZA su MySpce

sabato 10 aprile 2010

SI PARTE PER GAZA : Annunciata una coalizione per rompere l'assedio di Gaza.

3 Aprile 2010


Istanbul, Turchia- Dopo mesi di preparazione, è stata annunciata ieri a Istanbul, una coalizione che comprende alcune organizzazioni e movimenti, impegnati a rompere l'assedio illegale di Gaza. La coalizione , di cui fanno parte l'organizzazione turca IHH (Insani Yardim Vakfi) , the European Campaign to End the Siege on Gaza (ECESG), the Greek Ship to Gaza campaign, the Swedish Ship to Gaza campaign e il Free Gaza Movement, invierà il mese prossimo a Gaza una flotta di barche cariche di materiali, giornalisti, parlamentari, persone famose e attivisti




La flotta, di cui fanno parte almeno otto imbarcazioni, comprese tre navi cargo, prenderà il largo dai porti europei il 3 maggio e raggiungerà Gaza dopo un mese circa. Più di 500 passeggeri da più di 20 paesi e 5000 tonnellate di materiali, inclusi cemento, case prefabbricate, materiali da costruzione, equipaggiamento medico e materiale educativo saranno consegnati ai Palestinesi a Gaza.




Il Free Gaza Movement ha inviato imbarcazioni a Gaza dall'agosto del 2008, collaborando con altre organizzazioni e attivisti da tutto il mondo. A dicembre 2009 l' IHH ha guidato un convoglio di terra che ha portato a Gaza tonnellate di aiuti umanitari. A gennaio 2010 "the European Campaign" ha portato 50 parlamentari in solidarietà con i Palestinesi e per testimoniare la devastazione causata dalla politica illegale di Israele. "Ship to Gaza/Greece" e "Ship to Gaza/Sweden" nel frattempo hanno portato avanti nei loro paesi una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi per il successo di questa missione.




Il presidente dell'IHH Bulent Yildirim ha affermato: “Per mezzo di quasta alleanza queste organizzazioni potranno valorizzare al massimo le loro risorse, esperienze e il loro impegno per interrompere l'assedio di Gaza. Anche se Israele continua la sua persecuzione giornaliera , noi useremo questa azione per risvegliare le coscienze del mondo riguardo i crimini commessi contro i Palestinesi."




La coalizione invita le organizzazioni e le persone di tutto il mondo a partecipare con materiali e supporto finanziario a questa missione.


Contatti:




Free Gaza Movement – Greta Berlin - +33607374512 begin_of_the_skype_highlighting +33607374512 end_of_the_skype_highlighting; www.freegaza.org




ECESG – Arafat Madhi - +44 7908 200 559 begin_of_the_skype_highlighting +44 7908 200 559 end_of_the_skype_highlighting; www.savegaza.eu




IHH – Ahmet Emin Dag – +90 530 341 1934 begin_of_the_skype_highlighting +90 530 341 1934 end_of_the_skype_highlighting; www.ihh.org.tr




Ship to Gaza / Greece – Vangelis Pissias - +30 697 200 9339 begin_of_the_skype_highlighting +30 697 200 9339 end_of_the_skype_highlighting; www.shiptogaza.gr




Ship to Gaza / Sweden – Dror Feiler - +46702855777 begin_of_the_skype_highlighting +46702855777 end_of_the_skype_highlighting; www.shiptogaza.se

venerdì 8 gennaio 2010

GAZA - diritti umani violati - ricordati della palestina!

IL CONVOGLIO DI VIVAPALESTINA CON AIUTI UMANITARI, partito dalla Gran Bretagna, a cui si è aggiunta la spedizione ITALIANA, E' RIUSCITO AD ENTRARE A GAZA




MA QUESTA NON E' LA BRUTTA NOTIZIA....MI E' APPENA STATO SEGNALATO CHE F16 ISRAELIANI STANNO BOMBARDANDO GAZA , la notizia è pubblicata su Paltelegraph:

http://www.paltelegraph.com/hot-topic/3551-breaking-news-israeli-f16s-attack-northern-western-southern-and-middle-gaza-now
 

sabato 2 gennaio 2010

GAZA - Aggiornamenti dal Cairo e una lettera da Gaza

Il 31/12/2009 si è svolta la Gaza Freedom March a Gaza, a cui hanno partecipato solo i Palestinesi e meno di 100 internazionali (dei 1400 attivisti presenti al Cairo), che l’Egitto ha lasciato entrare a Gaza.


Gli internazionali al Cairo hanno continuato tutto il giorno a manifestare pacificamente al Cairo la loro determinazione a chiedere giustizia e libertà per Gaza e per tutta la Palestina. Sono stati continuamente aggrediti e dispersi o sequestrati negli alberghi da una solerte polizia Egiziana in assetto anti sommossa. Ci sono feriti, anche tra i 140 Italiani (non ho notizie dettagliate sul numero di feriti, la notizia è stata data dal TG3 ).


Ma gli attivisti non demordono ancora, chiedono a tutto il mondo attenzione, 30 sono in sciopero della fame ed hanno dichiarato che continueranno fino a quando anche Gaza, assediata, non riuscirà a mangiare

“Il piacere del nostro cibo è mescolato alla sofferenza dei Palesinesi.” In sostanza dichiarano: Non riprenderemo a mangiare finchè a Gaza non avranno riacquistato il diritto al cibo, ad una casa e alla libertà.

Ad iniziare lo sciopero della fame è stata Hedy Epstein, l’85enne sopravvissuta all’Olocausto, che da 5 giorni è in sciopero assieme a 29 attivisti.

DI SEGUITO LA COMMOVENTE LETTERA CHE SCRIVONO DA GAZA I PALESTINESI ASSEDIATI:
 
Per cortesia inoltrate questa lettera a tutti I sostenitori della Gaza Freedom March e dite loro che li aspettiamo ancora, marceremo con loro dentro Gaza presto! Non mollate, noi non cadremo!
Majed Abusalama

Noi sognatori della libertà a Gaza aspettiamo le “candele della speranza” che ardono fuori.


Ad un anno dal massacro di Gaza, il nostro cuore è allietato nel vedere tutti questi sostenitori dal mondo intero che ci salutano come fratelli e sorelle e ci trasmettono energie positive sufficienti per continuare ad essere ottimisti sul fatto che tutto il mondo un giorno chiederà ai propri leader di fermare la fondazione di nuove colonie in Cisgiordania e di rimuovere il blocco di Gaza.

Comunque, nonostante tutta questa attesa, proteste, sciopero della fame e dimostrazioni, il governo Egiziano ha consentito solo a 100 persone di entrare a Gaza. Noi giovani di Gaza diciamo che NON è sufficiente per interrompere il blocco. Gaza non vuole dipendere dagli “aiuti”. E non vogliamo solo poche persone autorizzate ad entrare una volta ogni tanto. La popolazione di Gaza vuole interrompere l’assedio completamente e per sempre. Abbiamo appena iniziato e siamo ancora piccoli, ma ora dobbiamo crescere, diventare tanti e forti.

Aspettiamo ancora che possiate entrare tutti a Gaza e di poter condividere con voi le sensazioni, i sentimenti, ma anche sel’Egitto vi costringe fuori, il lavoro che state svolgendo in Egitto è importante. L’Egitto è uno degli artefici del blocco, quindi apprezziamo molto tutte le azioni di protesta e solidarietà che avete condotto in ogni “centro nevralgico” di quella grande città che è il Cairo, rischiando parecchio la vostra incolumità personale,. Avete dimostrato il vostro sostegno a Gaza e alla Palestina forte e chiaro, cercando di svegliare l’umanità intera e sensibilizzarla sulle condizioni degli oltre 1 milione e mezzo di abitanti di Gaza che soffrono oramai da quattro anni.

Per favore, non smettete di lottare, non importa cosa accada. Con il vostro aiuto, noi otterremo giustizia e pace. Marciamo per la pace insieme.

Aspettiamo ancora che la Gaza Freedom March arrivi dal Cairo e Noi siamo contro la decisione del governo Egiziano! Siate i benvenuti a Gaza con l’augurio di un Felice Anno Nuovo senza Assedio, senza Settlements (Colonie) e senza Occupazione!

Majed Abusalama
Representative of Youth in Gaza
Community Activist and Peace Maker
Gaza strip, Palestine
Majedgaza@gmail.com
+972599828830

martedì 22 dicembre 2009

EGITTO IMPEDIRA' L'INGRESSO DA RAFAH - 2.a Chiamata all'Azione

La Freedom March prevede di entrare a Gaza dal valico di Rafah (Gaza/Egitto), chiuso a causa dell'assedio.

Fonte originale in inglese: http://gazafreedommarch.ca/cms/ENGLISH/BreakingNews.aspx




E’ ufficiale la comunicazione che il governo egiziano, dopo aver convocato gli ambasciatori delle 42 nazioni cui appartengono i volontari della Gaza Freedom March, li ha avvertiti che la Marcia non è autorizzata. Di conseguenza, pur non potendo impedire l'arrivo in Egitto di cittadini stranieri, impedirà ogni violazione delle leggi e della sicurezza del Paese, se necessario anche procedendo ad arresti. La nostra ambasciata non ha potuto che prendere atto delle dichiarazioni egiziane, non potendo agire autonomamente, in quanto la dimensione del problema va molto oltre i rapporti bilaterali italo-egiziani.



Di seguito, trovate la traduzione del comunicato emesso, a nome di tutte le organizzazioni della GFM, dal Comitato organizzatore e un testo suggerito da inviare VIA MAIL

********************

COMUNICATO EMESSO A NOME DI TUTTE LE ORGANIZZAZIONI DELLA GFDM, DAL COMITATO ORGANIZZATORE

21 dicembre 2009



Siamo determinati a rompere l'assedio


Continueremo a fare tutto il possibile perché si realizzi



Con il pretesto di un aumento delle tensioni sul confine tra Gaza ed Egitto,


il Ministero degli Esteri egiziano ci ha informato ieri che il confine di Rafah


sarà chiuso nelle prossime settimane. Abbiamo risposto che la tensione c'è


sempre al confine a causa dell'assedio, che non ci sentiamo minacciati e


che, se ci sono rischi, sono rischi che siamo disposti a correre. Abbiamo


anche detto che ormai è troppo tardi per gli oltre 1.300 delegati provenienti


da più di 42 paesi per cambiare i loro programmi. Abbiamo entrambi


convenuto di proseguire i nostri scambi.





Anche se lo consideriamo un passo indietro, è comunque qualcosa che


abbiamo incontrato - e superato - in passato. Nessuna delle delegazioni,


grandi o piccole, che sono entrate a Gaza nel corso degli ultimi 12 mesi ha


mai ricevuto un' autorizzazione finale prima di arrivare al confine di Rafah.


La maggior parte delle delegazioni sono state scoraggiate persino da


lasciare il Cairo per Rafah. Alcune hanno avuto i loro pullman bloccati lungo


la strada. Ad alcune è stato detto chiaro e tondo che non potevano andare


a Gaza. Ma a seguito di pressioni pubbliche e politiche, il governo egiziano


ha cambiato la sua posizione e le ha lasciate passare.




I nostri sforzi e i nostri piani rimangono invariati, a questo punto. Abbiamo


deciso di rompere l'assedio di Gaza e marciare il 31 dicembre contro


l'assedio israeliano. Continuiamo nella stessa direzione.


Le ambasciate e missioni egiziane in tutto il mondo devono sentire la nostra


voce e quella dei nostri sostenitori (per telefono, fax ed e-mail) nei prossimi


decisivi giorni, con un messaggio chiaro: lasciate che la delegazione


internazionale entri a Gaza e lasciate che la Gaza Freedom March faccia il


suo cammino.




Avete aderito e vi sieti iscritti per partecipare alla Gaza Freedom March: è


stato il primo passo. Adesso, chiamate e scrivete all'ambasciata egiziana a


Roma e chiedete ai parlamentari da voi eletti di chiamare a vostro nome.


Contattate i media locali per dire che state partendo per Gaza. Poi fate le


valigie e venite al Cairo pronti a camminare insieme ai nostri fratelli e sorelle


di Gaza.



Aspettiamo di vedervi tutti la settimana prossima.



Comitato organizzatore

Gaza Freedom March






***************************







CHIAMATA ALL’AZIONE :



BOZZA DI LETTERA DA INVIARE ALL'AMBASCIATA EGIZIANA





VIA MAIL A Vambegitto@yahoo.com , VIA TELEFONO AI NUMERI 0644234764, 068440191, 0684241896. O TRAMITE FAX AI NUMERI 068554424 e 0685301175. Coinvolgete amici, parenti, rappresentanti istituzionali come consiglieri regionali, provinciali, comunali, insomma chi vi pare.


***********************





** Esempio di testo per le chiamate/fax/email all'ambascata :






Scrivo per esprimere il mio pieno sostegno alla Gaza Freedom March del


31 dicembre 2009. Chiedo al Governo egiziano di consentire ai/alle 1.300


delegati/e internazionali di entrare nella Striscia di Gaza attraverso l'Egitto.






Obiettivo della marcia è esigere da Israele la fine dell'assedio. La


delegazione internazionale consegnerà anche aiuti medici di cui c'è grande


scarsità, così come materiale scolastico e giacche invernali per i bambini di


Gaza.



Per favore, lasciate che questa storica Marcia possa procedere.




Cordiali saluti,

domenica 20 dicembre 2009

NATALE IN TERRA SANTA - sotto assedio è uno strazio



http://www.youtube.com/watch?v=9esPiCxLDZk


un modo per partecipare, sostenere, anche solo facendo girare le informazioni:

la Freedom March il 27 Dicembre 2009, http://www.gazafreedommarch.org/

L'iniziativa italiana che partecipa a questa marcia: Urgenza Sanitaria Gaza, sono già partiti alcuni giorni fà, portando più di 600 protesi in dono ad un ospedale di Gaza.
link per informazioni : http://urgenzasanitaria.ning.com/

Chiamata all'azione FREEDOM MARCH 27 DICEMBRE 2009

Chiamata all'azione
Categoria: Notizie e politica
Ad un anno dai bombardamenti Israeliani su Gaza, il mondo civile ha deciso di marciare pacificamente verso una Gaza ancora sotto brutale assedio da parte di Israele.
FREEDOM MARCH 27 DICEMBRE 2009
Diverse carovane umanitarie composte da attivisti per i diritti umani, convergeranno a Rafah (punto di ingresso a Gaza dall'Egitto) tentando di forzare pacificamente il blocco.




QUESTO PROFILO SARA' COSTANTEMENTE IMPEGNATO A SEGUIRE GLI SVILUPPI DI QUESTA IMPORTANTE INIZIATIVA IN FAVORE DI GAZA E DELLA PALESTINA

LA RIUSCITA DI QUESTA INIZIATIVA DIPENDE MOLTO DALLA DIFFUSIONE CHE NOI RIUSCIREMO A DARE ALLE INFORMAZIONI. I MEDIA NE PARLERANNO? CREDO DI NO.

I due movimenti Italiani che partecipano a questa marcia sono:

Forum Palestina
e
http://www.actionforpeace.org/

Divulghiamo di seguito la richiesta urgente di azione da parte di Forum Palestina:

"Nel primo pomeriggio di domani, il Forum Palestina incontrerà l'ambasciata egiziana in Italia. Come certamente saprete, a tutt'oggi l'Egitto non ha autorizzato l'ingresso dei volontari della Gaza Freedom March nella Striscia di Gaza, per cui è importante effettuare tutte le forme di pressione possibili. Qui sotto, trovate una bozza di lettera - che potete adattare come meglio credete - da inviare via mail a ambegitto@pelagus.it . Se preferite telefonare, i numeri sono 0644234764, 068440191, 0684241896. I n. di fax sono 068554424 e 0685301175. Coinvolgete amici, parenti, rappresentanti istituzionali come consiglieri regionali, provinciali, comunali, insomma chi vi pare.

A
S.E. l'Ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto in Italia

Oggetto: Gaza Freedom March

Eccellenza,
mi rivolgo a Lei per chiederLe di informare il suo Governo che, in quanto cittadino italiano, mi auguro voglia consentire l'ingresso nella Striscia di Gaza ai miei concittadini ed a tutti i partecipanti alla Gaza Freedom March.
L'opinione pubblica del nostro Paese è profondamente turbata per l'assedio imposto ad un milione e mezzo di Palestinesi di Gaza, vittime delle continue aggressioni israeliane e di un embargo internazionale che riduce alla disperazione centinaia di migliaia di innocenti.
Ad un anno dalla criminale operazione "Piombo fuso", alla luce del Rapporto Goldstone e della recentissima denuncia sull'utilizzo da parte di israele di armi proibite dal Diritto Internazionale, volontari da tutto il mondo si recheranno nella Striscia di Gaza per portare solidarietà.
In nome dei rapporti di amicizia e fratellanza che intercorrono fra il popolo egiziano e quello italiano, testimoniati anche dal nostro grande interesse verso il turismo nel Suo Paese, Le chiedo di trasmettere al Suo governo la mai richiesta di consentire l'accesso dei miei connazionali e di tutti i volontari della Gaza Freedom March nella Striscia di Gaza.

Distinti saluti,

martedì 15 dicembre 2009

Le protesi sono in viaggio per Gaza!

Dopo mesi di organizzazione e preparativi vari, ieri pomeriggio le 787 protesi chirurgico-ortopediche all'anca (che erano stoccate presso l'Associazione Medici in Africa, alla clinica chirurgica dell'ospedale San Martino di Genova) sono partite per essere consegnate all'ospedale Al Awda di Gaza.
Le protesi sono state caricate su due furgoni che si uniranno al convoglio di Viva Palestina che oggi pomeriggio parte dal porto di Ancona e che è promosso anche da una ong inglese di medici, Mobile International Surgical Team Mist).
Il convoglio passerà da Grecia, Turchia, Siria, Giordania per unirsi alla fine dell'anno alla manifestazione internazionale "Gaza Freedom March", al varco di Rafah, a un anno esatto dall'attacco di Israele su Gaza.
Al valico sarà presente l'Associazione Urgenza Sanitaria Gaza, sia in adesione alla Marcia, sia per la consegna del materiale.

sabato 5 dicembre 2009

AIUTATECI A DIFFONDERE E SOSTENERE – INIZIATIVA ITALIANA PER GAZA

Gaza è sotto assedio brutale oramai da più di 2 anni. A seguito dei bombardamenti da parte di Israele (Dic-Gen scorso), Gaza è un cumulo di macerie, non ha un’economia, una moneta propria, la disoccupazione è salita all’80% perché l’assedio vieta l’ingresso e l’uscita dell’80% delle merci causando la chiusura delle industrie, del commercio e il crollo dell’economia. La sopravvivenza degli abitanti di Gaza dipende interamente dagli aiuti umanitari. L’esercito Israeliano spara continuamente sui contadini lungo la buffer zone di confine, la marina Israeliana spara sui pescatori che si recano a pescare all’interno delle acque territoriali di Gaza. L’assedio continua e Israele vieta l’ingresso ad ogni tipo di materiale da ricostruzione. Questo si chiama olocausto.

Fermiamolo, aderendo, sostenendo e informando sulle iniziative internazionali a sostegno della libertà e dei diritti umani della Palestina, violati da Israele.

(vi invitiamo a vedere i due video testimonianza di due volontari da Gaza : Ewa Jasievitcz e Vittorio Arrigoni)

FREEDOM MARCH : 27 DICEMBRE 2009 . Da varie parti del mondo partono convogli umanitari per forzare il blocco disumano di Gaza. Parteciperanno anche Nelson Mandela e Jimmy Carter.

Il link della freedom march è questo : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmdhemFmcmVlZG9tbWFyY2gub3JnLw==

Potete trovare informazioni in italiano nel blog di Vik (Vittorio Arrigoni) :
http://guerrillaradio.iobloggo.com/1831/gaza-freedom-march

INIZIATIVA ITALIANA CHE PARTECIPA ALLA FREEDOM MARCH
Urgenza Sanitaria Gaza è nata a Genova in quei 22 giorni di orrore, dei bombardamenti Israeliani su Gaza (27dicembre 08-18 gennaio 09), per portare solidarietà e aiuto dal basso al popolo palestinese, mentre il silenzio complice delle istituzioni europee permetteva lo scempio sulla popolazione inerte.

La prima missione, di due mesi, ha portato ad una collaborazione con l’Ospedale Al Awda di Jabalia.

La prossima missione porterà a Gaza una cospicua donazione di protesi ortopediche al fine di sostenere il Sistema Sanitario di Gaza, duramente colpito dall’assedio.

Urgenza Sanitaria Gaza aderirà alla Manifestazione Internazionale a Rafah (Sinai) del 27 Dicembre 2009 Gaza Freedom March e alla carovana Viva Palestina, guidata da George Galloway che, dall'Inghilterra, passando per Italia e Grecia, attraverserà in Dicembre il Medio Oriente per portare mezzi e viveri e forzare il disumano assedio.

martedì 24 novembre 2009

The Free Gaza Movement e date di VITTORIO ARRIGONI, attivista dell'International Solidarity Movement

http://www.youtube.com/watch?v=lr36-3BrjKA




Abbiamo raggiunto Gaza quattro volte nel 2008. I nostri ultim 3 viaggi sono stati fermati violentemente dalle forze navali di occupazione Israeliane. Ma non ci arrendiamo. Abbiamo intenzione di andare di nuovo nel 2010. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per fare in modo che viaggi abbiamo successo. Per favore guardate questo video (in inglese) per capire come aiutarci.

Grazie


VITTORIO ARRIGONI, italiano attivista dell'International Solidarity Movement, di ritorno da Gaza dopo più di un anno, continua il suo giro delle città italiane per raccontare.


Ha scritto un libro : "Gaza. Restiamo umani" edito da Manifesto libri

ROMA:
24 novembre alle ore 21 al csoa Forte Prenestino

PISA
25 novembre ore 21 al circolo Agorà via Bovio,50 Pisa


BRINDISI
26 novembre via Annunziata 17 sala ex CSM


LECCE
venerdì 27 novembre nella libreria Icaro via Liborio Romano angolo via Trinchese


S.vito dei Normanni (BR)
sabato 28 Novembre NELLA libreria Icaro via Cavour 2 traversa del corso


Torre Santa Susanna (BR)
domenica 29 novembre sala convegni CGIL pzza. Umberto 1


TARANTO
lunedì 30 Novembre a Taranto biblioteca comunale pzza. Dante zona bestat

FOGGIA
martedì 1 Dicembre nella biblioteca provinciale presso la stazione ferroviaria.
mercoledì 2 dicembre ore 21 al Cinema Falso Movimento, Via Campanile 10

ASCOLI
giovedì 3 dicembre sala docens del cup (Consorzio Universitario Piceno)

JESI (An)
venerdì 4 dicembre ore 18 al CSA TNT, Via Politi


PESARO
venerdì 4 dicembre ore 21 al CSA OLTREFRONTIERA Via Leoncavallo, 15 (Villa S.Pesaro)


ANCONA
sabato 5 dicembre ore 17 30 AMBASCIATA DEI DIRITTI MARCHE, Via Urbino 18








Restiamo Umani

Vik





Restiamo Umani è diventato un libro:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/1789/restiamo-umani-di-vittorio-arrigoni

martedì 7 luglio 2009

Palestina la più grande prigione a cielo aperto EPISODIO V di 5




http://www.youtube.com/watch?v=7Ri8jWj_KbY

I CRIMINI DI ISRAELE - da Croce Rossa Intern., Human Rights Watch,Amnesty International

"E' stata una brutta settimana per Israele" da Michael Jansen


Lunedì 06 Luglio 2009 13:54 Scritto da Free Gaza Team

Dal Gulf Today, Michael Jansen:

La scorsa settimana è stata brutta per Israele. Il suo cattivo comportamento si è manifestato nella cattura di un traghetto che trasportava materiale sanitario e attivisti a Gaza, il sequestro dell'imbarcazione e del cargo umanitario e l'incarcerazione dell'equipaggio e dei passeggeri. Inoltre, la violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali da parte di Israele è stata documentata in dettaglio in rapporti rilevanti fatti dal Comitato della Croce Rossa Internazionale, da Human Rights Watch e da Amnesty International. L'imbarcazione Spirit of Humanity, un tragheto registrato in Grecia con 21 persone tra equipaggio e attivisti per la pace e tre tonnellate di materiale sanitario a bordo, era salpata dal porto Cipriota di Larnaca lunedì mattina, con arrivo previsto al porticciolo di Gaza il martedì pomeriggio.


La barca è stata intercettata dalle navi da guerra Israeliane, abbordata da commandos navali e costretta a recarsi nel porto Israeliano di Ashdod. I 21 passeggeri e membri dell'equipaggio sono stati portati nelle celle di detenzione dell'aeroporto inernazionale di Tel Aviv. Due cittadini Palestinesi di Israele e cinque cittadini del Bahrain sono stati rilasciati mentre gli altri 14 sono stati trasportati alla prigione di Giv-On a Ramle dove sono stati messi in cella con immigrati illegali. Tra gli attivisti imprigionati ci sono l'Irlandese vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Mairead Maguire e l'ex membro del Congresso USA, Cynthia McKinney, entrambe personalità prigioniere desiderose di parlare una volta liberate. Venerdì la Maguire, che ha vinto il premio per la pace per aver promosso la riconciliazione tra i Cattolici e i Protestanti in Irlanda del Nord, ha iniziato un digiuno in solidarietà con il milione e mezzo di Palestinesi di Gaza. "Non è uno sciopero della fame, bevo tanta acqua e curo la mia salute," ha detto al Gulf Today , attraveso un telefono cellulare. Non ha deciso per quanto tempo proseguire il digiuno. Dipende se i prigionieri, i membri del Free Gaza Movement basato a Cipro, decidono di appellarsi contro la deportazione, che dovrebbe avvenire lunedì. Maguire ha affermato: "Il nostro approccio è che siamo stati rapiti (in acque internazionali) e portati in Israele contro la nostra volontà. Vogliamo vedere i nostri avvocati e vedere quali siano tutte le nostre opzioni." Qualsiasi cosa decida il gruppo" ha detto, " Voglio essere l'ultima ad uscire" La cattura del traghetto e l'imprigionamento dei passeggeri e dell'equipaggio da parte di Israele, ha attirato parecchia pubblicità negativa e qualche condanna. L'esperto in giurisdizione internazionale e relatore speciale ONU in Palestina, Richard Falk , ha chiamato le azioni Israeliane "illegali".


Il viaggio dello Spirit of Humanity coincide con un rapporto sulla situazione a Gaza redatto dalla Commissione della Croce Rossa Internazionale (ICRC), che raramente si presenta in pubblico con criticismi su coloro che violano i diritti umani. Sei mesi dopo l'offensiva militare Israeliana, "le restrizioni (Israeliane) sulle importazioni rendono impossibile agli abitanti di Gaza il ricostruirsi una vita" ha dichiarato l' ICRC. "La quantità di merce che entra ora a Gaza è di gran lunga inferiore a quanta necessaria per far fronte ai bisogni della popolazione." I servizi sanitari di Gaza "si sono indeboliti" e "molta attrezzatura è inaffidabile e necessita di riparazioni" Pazienti malati gravemente non possono lasciare la Striscia assediata. L'ICRC descrive le località bombardate da Israele durante i 23 giorni di offensiva a Dicembre-Gennaio, ancora come "se fossero l'epicentro di un imponente terremoto" perchè Israele rifiuta di consentire l'ingresso di "grandi quantità di cemento, acciaio e altro materiale da costruzione... nel territorio." L' ICRC dice che tutte le restrizioni devono essere tolte. L'ICRC riassume : "La povertà allarmante di Gaza' è da imputarsi direttamente alla chiusura rigida imposta sul territorio. Le industrie e le imprese locali devono essere autorizzate a ricostuire, importare il materiale essenziale ed esportare i propri prodotti..." La crisi è divenata così grave e radicata che anche se tutti i passaggi (tra Israele e Gaza) fossero aperti domani, ci vorrebbero anni prima che l'economia possa riprendersi." Il 30 giugno, Human Rights Watch (HRW) ha pubblicato uno studio sull'abuso da parte di Israele di droni per il lancio di missili, durante l'offensiva. I droni, o veicoli da combattimento senza pilota , sparano missili con obiettivo preciso e sono "tra le armi più precise dell'arsenale (Israeliano)." HRW accentua il fatto che dal momento che i droni possono lanciare missili "con precisione a punta di spillo," queste armi avrebbero dovuo colpire veramente pochi obiettivi civili. Ma HRW ha scoperto che "i droni sono in grado di risparmiare i civili se le persone che li dirigono ne hanno cura." A Gaza, la scelta degli obiettivi Israeliani ha causato la perdita di molte vite civili." Il numero totale, ha affermato HRW," non è chiaro". Organizzazioni per i diritti umani Palestinesi e Israeliane riportano 42 attacchi da droni che hanno ucciso 87 civili; Amnesty International ha documetato 48 morti da droni. Ma "questo non rappresenta il numero totale." HRW ha ricostruito i propri casi sulla base della tecnologia dei droni : "Le... capacità dei droni e dei missili lanciati dai droni rendono le violazioni ancora più enormi. I droni Israeliani sono equipaggiati con telecamere ad alta definizione e sensori avanzati, che consentono agli operatori dei droni di visualizzare obiettivi a terra in dettaglio sia di giorno che di notte... Inoltre, i missili lanciati da un drone hanno la propria telecamera che consente all'operatore di osservare l'obiettivo dal momento del lancio al momento dell'impatto" consentendo così all'operatore di fermarlo se ci sono dubbi sull'identità dell'obiettivo." Con queste capacità avanzate di visualizzazione, gli operatori di droni, che hanno esercitato la dovuta attenzione, dovrebbero essere stati in grado di distinguere la differenza tra obiettivi legittimi e civili."


Il rapporto focalizza sei attacchi che hanno ucciso 29 civili, inclusi otto bambini. L'organizzazione ha intervistato i sopravvissuti, ha testimoniato e, in un solo caso, ha visualizzato un filmato Israeliano dell'attacco.Tutti e sei gli attacchi avevano come obiettivi i civili, in aree dove non vi erano elementi Palestinesi armati. In questi casi l'operatore Israeliano "non ha verificato che gli obiettivi fossero dei combattenti" o "ha mancato di distinguere combattenti da civili." Di conseguenza, HRW ha concluso: "questi attacchi hanno violato le leggi umanitarie internazionali (le leggi di guerra)." Amnesty International ha accusato Israele per aver violato le leggi di guerra in un rapporto di 117 pagine distribuito il 2 luglio. Amnesty afferma che ci sono state 1.400 vittime Palestinesi, inclusi 900 civili, di cui 115 erano donne e 300 bambini. Amnesty dice che "ci sono vaste zone di Gaza che sono state rase al suolo, lasciando migliaia di persone senza casa e l'economia, già precaria, in rovina. Amnesty ha affermato "La maggior parte della distruzione [a Gaza] è stata gratuita ed è il risultato di attacchi diretti ad [obiettivi] civili e attacchi che hanno fallito di distinguere tra obiettivi militari legittimi e [siti] civili.. Centinaia di civili sono stati uccisi nel corso di attacchi da parte di armi ad alta precisione... Altri, incluse donne e bambini, sono stati colpiti a distanza ravvicinata mentre non costituivano alcuna minaccia alla vita di soldati Israeliani." Amnesty non ha citato l'utilizzo da parte di Israele solo di armi ad alta precisione, ma anche in combinazione con l'abuso di armi imprecise e incendiarie al fosforo bianco su e in aree residenziali ad alta densità di popolazione, uccidendo e ferendo civili e distuggendo le proprietà. Amnesty è stata particolarmente critica sul diniego di Israele dell'utilizzo di fosforo bianco, nonostante scie di fumo bianco di granate che bruciano a contatto con l'aria, dimostrassero il contrario, perchè ciò ha ritardato l'utilizzo di cure mediche appropriate ai feriti da questa sostanza. Amnesty ha dichiarato, "L'artiglieria in generale e le granate al fosforo in particolare, non dovrebbero mai essere utilizzate in aree popolate."
Queste armi erano state progettate per coprire con il fumo i movimenti delle truppe, in aree specifiche, o per attaccare i carrarmati nemici o concentrazioni di truppe. Amnesty ha accusato le truppe Israeliane di utilizzare i Palestinesi come "scudi umani" per proteggersi mentre occupavano o perquisivano edifici. Questa pratica è stata abolita dalla legge Israeliana dopo che le truppe Israeliane erano state colte ad utilizzare "scudi umani" in Cisgiordania. Quindi, l'esercito Israeliano operava al di fuori anche delle leggi del proprio stato oltre a quelle internazionali. Amnesty ha scartato le accuse dI Israele che sosteneva che i paramilitari Palestinesi avessero ordinato ai Palestinesi civili di rimanere dentro gli edifici o le sedi per far da scudo ai combattenti dagli attacchi Israeliani. La valutazione conclusiva di Amnesty è "La scala e l'intensità degli attacchi sono senza precedenti, anche nel contesto di una crescente campagna militare letale a Gaza degli anni precedenti." Amnesty dice che Israele sapeva ciò sin dall'inizio, ma ha continuato il massacro fino al cessate il fuoco del 18 gennaio. Amnesty riporta che Hamas e i suoi alleati hanno violato le leggi internazionali sparando razzi contro il sud di Israele, uccidendo tre civili. Come questa ed altre associazioni umanitarie hanno confermato, le violazioni di Israele hanno di gran lunga più peso di quelle della resistenza Palestinese. Finora Israele è stato in grado di minimizzare questa pubblicità negativa ma il fatto che individuali e organizzazioni umanitarie internazionali ne parlino ora, significa che Israele non gode più tanto della propria "immunità" da criticismo. Più prima che poi, Israele dovrà cambiare il proprio comportamento per evitare di essere perseguito e punito per le proprie azioni.

giovedì 2 luglio 2009

CONFERENZA STAMPA OGGI A NICOSIA 17.00

Mercoledì 01 Luglio 2009 11:29 Scritto da Free Gaza Team www.freegaza.org

Aggiornamenti sui passeggeri sequestrati, sulla barca requisita, e sul diritto di TUTTI di vedere un avvocato.
h.17.00-17.30 Journalists' House
12 CyBC (RIK) Avenue
Aglantzia, Nicosia 2120, Cyprus

Greta Berlin (English)
tel: +357 99 28 41 02/ friends@freegaza.org
Ramzi Kysia (English)
Tel: + 357 99 08 17 67 rrkysia@yahoo.com
Caoimhe Butterly (Arabic/English/Spanish):
tel: +357 99 80 96 37 / sahara78@hotmail.co.uk
(Larnaca, 1 Luglio 2009)

Ieri, la Marina Israeliana ha abbordato la barca del Free Gaza Movement , SPIRIT OF HUMANITY e sequestrato i 21 attivisti per i diritti umani, volontari e attivisti per la solidarietà mentre si recavano a Gaza. Fino ad oggi, nessuno di loro ha avuto il diritto di vedere un avvocato nonostante questi ultimi si siano reacati al centro di detenzione per incontrarli.
Il Free Gaza Movement chiede il loro rilascio e il rilascio della barca, situata in acque internazionali al largo della costa di Gaza, come mostra chiaramente il nostro localizzatore SPOT.

Ancora più importante : ventuno internazionali possono apparire su testate di giornali. Cosa accade invece agli 11.000 Palestinesi che languiscono in prigione, molti di loro sotto tortura. Vi aggiorneremo sullo stato dei passeggeri sequestrati e sulla nostra barca requisita, ma chi farà lo stesso per i Palestinesi e le loro barche?

Insistiamo sul fatto che Israele deve smettere di interferire con i nostri viaggi a Gaza, perchè non ne hanno il diritto, nè legale nè morale, di continuare un assedio che punisce collettivamente 1,5 milioni di Palestinesi.
La nostra richiesta è che i passeggeri siano in grado di risalire a bordo della barca e continuare il viaggio fino al porto di Gaza, così possono consegnare il materiale da ricostruzione e umanitario che abbiamo caricato e che è stato ispezionato dalle autorità Cipriote.

Per maggiori informazioni vi chiediamo gentilmente di visitare il sito: FreeGaza.org, come pure i seguenti siti di informazioni sui prigionieri:
http://www.miftah.org/Display.cfm?DocId=7209&CategoryId=4
http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vc3Vtb3VkLnRhby5jYS8/cT1ub2RlL3ZpZXcvNzY=
http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vcGFsZXN0aW5pYW5wcmlzb25lcnMuYmxvZ3Nwb3QuY29tLzIwMDkvMDQvcGFsZXN0aW5pYW4tcHJpc29uZXJzLWZhbWlsaWVzLXByb3Rlc3RfMjcuaHRtbA==
http://www.btselem.org/english/statistics/Detainees_and_Prisoners.asp

ISRAELE ATTACCA LA BARCA DELLA GIUSTIZIA; RAPISCE LAVORATORI PER I DIRITTI UMANI...

giugno 30, 2009 - martedì

ISRAELE ATTACCA LA BARCA DELLA GIUSTIZIA; RAPISCE LAVORATORI PER I DIRITTI UMANI...

Per maggiori informazioni contatta:
Greta Berlin (English) tel: +357 99 081 767 / friends@freegaza.org
Caoimhe Butterly (Arabic/English/Spanish): tel: +357 99 077 820 / sahara78@hotmail.co.uk http://www.freegaza.org/

[23 miglia a largo della costa di Gaza, ore 15:30pm] - Oggi le forze di occupazione Israeliane hanno attaccato e abbordato la barca del Free Gaza Movement , SPIRIT OF HUMANITY, rapendo 21 lavoratori per i diritti umani di 11 nazionalità, tra cui il Premio Nobel per la Pace Mairead Maguire e l'ex membro del Congresso USA Cynthia McKinney (vedi in fondo la lista completa dei passeggeri). I passeggeri e i membri dell'equipaggio sono stati tratti forzatamente in Israele.

“Questa è una violazione oltraggiosa della legge internazionale di cui siamo vittime. La nostra barca non si trovava in acque territoriali Israeliane, e noi eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza” ha detto Cynthia McKinney, ex membro del Congresso USA e candidata alla presidenza. “Il Presidente Obama ha appena detto ad Israele di lasciar entrare il materiale umanitario e da ricostruzione, e questo era esattamente quello che cercavamo di fare. Chiediamo alla comunità internazionale di chiedere il nostro rilascio così possiamo riprendere il nostro viaggio”.

In base al rapporto divulgato ieri dal Comitato della Croce Rossa Internazionale, i Palestinesi che vivono a Gaza sono in una “trappola disperata”. Migliaia di Palestinesi le cui case furono distrutte da Israle durante l'uoltimo massacro di dicembre/gennaio, sono ancora senza tetto nonostante la promessa di 4,5 miliardi di dollari di aiuti, perchè Israele rifiuta di far entrare cemento e altro materiale da ricostruzione nella Striscia di Gaza. Il rapporto fa notare anche che gli ospedali sono disperati perchè non riescono a venire incontro ai bisogni dei pazienti Palestinesi a causa della distruzione del materiale sanitarioad opera di Israele.

“Gli aiuti che portavamo erano simbolici di speranza per il popolo di Gaza, speranza che la rotta del mare potesse essere riaperta per loro, e che potessero così essere in grado di trasporate loro stessi il materiale per iniziare a ricostruire le scuole , gli ospedali e le migliaia di case distrutte durante l'offensiva “Piombo Fuso”. La nostra missione è un gesto nei confronti della popolazione di Gaza a dimostrare che siamo loro vicini e che non sono soli” ha dichiarato la passeggera Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel per la Pace per il suo lavoro in Irlanda del Nord.

Poco prima di essere rapiti da Israele, Huwaida Arraf, Presidente del Free Gaza Movement e coordinatrice della delegazione in viaggio, ha dichiarato che : “Non è possibile che qualcuno possa ritenere che la nostra piccola imbarcazione possa costituire una minaccia di qualsiasi tipo per Israele. Noi trasportiamo materiale sanitario e per la ricostruzione, giocattoli per bambini. Tra i nostri passeggeri c'è un Premio Nobel per la Pace e un ex membro del Congresso USA. La nostra barca è stata perquisita e ha ricevuto i controlli di sicurezza da parte delle Autorità Portuali Cirpriote prima della partenza, e non ci siamo mai neanche avvicinati alle acque territoriali Israeliane”.

Arraf continua: “L'attacco deliberato e premeditato alla nostra imbarcazione disarmata è una chiara violazione delle leggi internazionali e noi chiediamo il nostro rilascio immediato e incondizionato”###

COSA POTETE FARE!

CONTATTARE il Ministro della Giustizia
tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340
fax: +972 2646 6357

CONTATTARE il Ministro degli Affari Esteri
tel: +972 2530 3111
fax: +972 2530 3367

CONTATTARE Mark Regev nell'Ufficio del Primo Ministro:
tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354
mark.regev@it.pmo.gov.il

CONTATTARE la Comunità della Croce Rossa Internazionale per chiedere la loro assistenza per stabilire le condizioni di salute degli esseri umani rapiti e per assicurarci del loro rilascio immediato.

Croce Rossa Israeliana
tel: +972 3524 5286
fax: +972 3527 0370
tel_aviv.tel@icrc.org

Croce Rossa Svizzera:
tel: +41 22 730 3443
fax: +41 22 734 8280

Croce Rossa USA:
tel: +1 212 599 6021
fax: +1 212 599 6009


Lista dei Passeggeri rapiti sullo Spirit of Humanity :

Khalad Abdelkader, Bahrain
Khalad è un ingegnere in rappresentanza dell'Associazione Islamica di Beneficienza del Bahrain.

Othman Abufalah, Jordan
Othman è un giornalista di Al-Jazeera TV, rinomato in tutto il mondo.

Khaled Al-Shenoo, Bahrain
Khaled è un lettore presso l'University of Bahrain.

Mansour Al-Abi, Yemen
Mansour è un cameraman di Al-Jazeera TV.

Fatima Al-Attawi, Bahrain
Fatima è una volontaria per gli aiuti e un'attivista della comunità del Bahrain.

Fatima è una volontaria per gli aiuti e un'attivista della comunità del Bahrain.

Juhaina Alqaed, Bahrain
Juhaina è una giornalista e un'attivista dei diritti umani.

Huwaida Arraf, US
Huwaida è la Presidentessa del Free Gaza Movement e la coordinatrice della delegazione di questo viaggio.

Ishmahil Blagrove, UK
Ishmahil è un giornalista nato in Giamaica, realizzatore di video documentari e fondatore della compagnia di produzione cinematografica Rice & Peas.
I suoi documentari sono focalizzati sulle battaglie internazionali per la giustizia sociale.

Kaltham Ghloom, Bahrain
Kalthamè un'attivista della comunità.

Derek Graham, Ireland
Derek Graham è un elettricista, organizzatore Free Gaza , e primo ufficiale a bordo dello Spirit of Humanity.

Alex Harrison, UK
Alex è un attivista per la solidarietà in Gran Bretagna. Lei va a Gaza per rimanere un lungo periodo a monitorare i diritti umani.

Denis Healey, UK
Denis è il Capitano dello Spirit of Humanity. Questo è il suo quinto viaggio a Gaza.

Fathi Jaouadi, UK/Tunisia
Fathi è un giornalista Britannico, organizzatore Free Gaza , e coordinatore della delegazione in questo viaggio.

Mairead Maguire, Ireland
Mairead vincitrice del premio Nobel per la Pace è una rinomata attivista per la pace.

Lubna Masarwa, Palestine/Israel
Lubna è un'attivista per i diritti umani dei Palestinesi e un'organizzatrice Free Gaza .

Theresa McDermott, Scotland
Theresa è un'attivista per la solidarietà in Scozia. Va a Gaza per rimanere un lungo periodo a monitare i diritti umani.

Cynthia McKinney, US
Cynthia McKinney , schietto difensore dei diritti umani e della giustizia sociale, come pure ex rappresentante al Congresso USA e candidata alla Presidenza.

Adnan Mormesh, UK
Adnan è un attivista per la soliderietà in Gran Bretagna. Va a Gaza per rimanere un lungo periodo a monitare i diritti umani.

Adam Qvist, Denmark
Adam è un attivista per la solidarietà dalla Danimarca. Va a Gaza per monitorare i diritti umani.

Adam Shapiro, US
Adam è Americano, realizzatore di documentari video e attivista per i diritti umani.

Kathy Sheetz, US
Kathy è un'infermiera e realizzatrice video, va a Gaza per monitorare i diritti umani.

sabato 27 giugno 2009

GAZA - No, le barche non sono partite oggi

da www.freegaza.org

(25 Giugno 2009, LARNACA) - Questo non è il tipo di annuncio che noi del Free Gaza Movement intendevamo fare oggi. Speravamo di annunciare che le nostre due barche, Free Gaza e Spirit of Humanity, erano partite dal porto di Larnaca per un viaggio di 30 ore verso l'assediata Gaza, trasportando attivisti per i diritti umani arrivati a Cipro da tutto il mondo per partecipare a questo viaggio, 3 tonnellate di materiale sanitario e 15 tonnellate di calcestruzzo e materiale da ricostruzione terribilmente necessari.


Il premio Nobel per la pace Mairead Maguire, che torna per la seconda volta a Gaza, ha affermato: "(la popolazione di Gaza) deve sapere che non l'abbiamo dimenticata e non la dimenticheremo."


Questa era lo nostra speranza, ma non è questo che è accaduto.
Invece, le nostre barche non hanno ottenuto il permesso di partire oggi a causa della preoccupazione per il nostro benessere e la nostra salute. I nostri amici a Cipro ci hanno detto che il viaggio per Gaza è troppo pericoloso, e che sono preoccupati che possiamo essere danneggiati in mare.


Cipro è stata una patria stupenda per il Free Gaza Movement in questi ultimi 10 mesi. I Ciprioti conoscono di propria esperienza le conseguenze terribili di un'occupazione. Conoscono anche cosa significa soffrire della violenza, ingiustizia ed esilio. Sin dal nostro primo viaggio per passare attraverso l'assedio di Gaza, le autorità Cipriote sono state estremamente d'aiuto nel capire i nostri obiettivi e le nostre intenzioni.


Il viaggio a Gaza è pericoloso. La marina israeliana ha speronato la nostra imbarcazione, Dignity, quando provammo a trasportare materiale sanitario a Gaza durante il brutale attacco di Dicembre/Gennaio. Israele ha preventivamente minacciato di aprire il fuoco sulla nostra barca disarmata, piuttosto che consentirci di consegnare materiale umanitario e di ricostruzione alla popolazione di Gaza.


Il rischio che noi affrontiamo in questi viaggi è infinitesimale rispetto al rischio imposto ogni giorno alla popolazione di Gaza.


Lo scopo di azione diretta e non violenta e resistenza civile è quello di assumersi i rischi, di mettere se stessi "in mezzo alla via" dell'ingiustizia. Noi ci assumiamo questi rischi ben coscienti di quali possano essere le conseguenze. Noi agiamo così perchè le conseguenze del non fare nulla sono di gran lunga peggiori. Ogni volta che consentiamo a noi stessi di subire delle prepotenze, ogni volta che passiamo accanto ad un demone e lo ignoriamo, noi abbassiamo il nostro livello e consentiamo al nostro mondo di diventare sempre più duro e ingiusto per tutti noi.


Oltre alla preoccupazione espressa dai nostri amici Ciprioti oggi, il consolato Americano a Nicosia ci ha avvertito di non andare a Gaza, dicendo che :


"(...) Il Ministro degli Esteri Israeliano ha informato i funzionari USA presso l'Ambasciata Americana a Tel Aviv, che Israele considera ancora Gaza un'area di conflitto e che non "sarà consentito" di raggiungere la destinazione a nessuna barca Free Gaza che tenti di navigare verso la Striscia di Gaza."


L'ex Membro del Congresso USA e candidata alla Presidenza, Cynthia McKinney, ha risposto a questo avvertimento facendo notare che "La Casa Bianca dice che il cemento e il materiale sanitario dovrebbero entrare a Gaza e ciò è esattamente cosa stiamo cercando di portare a Gaza."


"Anzichè riportare a noi la linea politica Israeliana," ha continuato la McKinney , "...gli Stati Uniti dorebbero inviare un messaggio ad Israele reiterando la posizione della Casa Bianca che il blocco di Gaza dovrebbe essere allentato, che l'ingresso del materiale sanitario e da ricostruzione, incluso il cemento, dovrebbero essere consentiti. Si dovrebbe consentire alle imbarcazioni Free Gaza di raggiungere la loro destinazione, viaggiando dalle acque territoriali di Cipro, attraverso le acque internazionali, direttamente nelle acque territoriali di Gaza."
"Il Dipartimento di Stato ha scelto invece di avvisare noi di prendere sul serio la notifica di Israele. La nostra domanda è: Possiamo prendere sul serio il Presidente Obama? Sarà fedele alle proprie parole e consentire a noi di portare aiuti a Gaza o batterà in ritirata?"


Domani consegneremo un esonero, firmato da tutti noi che andremo a Gaza, in cui solleviamo Cipro di tutte le responsabilità sulla nostra sicurezza. Vorremo dire ai nostri amici qui a Cipro che sebbene noi capiamo e apprezziamo la loro preocccupazione, noi non ci pieghiamo alle minacce ed alle intimidazioni di Israele.



http://www.youtube.com/watch?v=KH1n_8U9Xkg

sabato 20 giugno 2009

MySpace.com Blogs - DIGNITY emergenza umanitaria per GAZA MySpace Blog

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Pronti a partire il 25 giugno da Cipro a Gaza

IL Free Gaza Movement è pronto ad inviare la prossima spedizione a Gaza per rompere l’assedio Israeliano.

Due barche : Free Gaza e Spirit of Humanity con 36 passeggeri a bordo, alcune tonnellate di cemento, simbolici, perché le barche sono troppo piccole. Free Gaza sarà donato ai pescatori di Gaza. Servono fondi per acquistare una nave cargo. Sul sito : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmZyZWVnYXphLm9yZy8= c’è il link a PAYPALL per donazioni.

Da http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmZyZWVnYXphLm9yZy8=. Articoli in italiano selezionando la lingua in alto a sinistra.

"E fondamentale che noi continuiamo ad inviare barche a Gaza per sfidare la criminale chiusura della Striscia, da parte di Israele" , dichiara Huwaida Arraf, leader della delegazione del 25 giugno. "Gaza non ha bisogno della nostra carità ma ha bisogno che noi ci muoviamo contro le forze che continuano deliberatamente a negare ad una popolazione i loro diritti umani.I donatori internazionali hanno promesso oltre i 4 miliardi di dollari, ma nessuno di loro fa nulla contro il fatto che Israele non consente l'accesso a Gaza di nessun tipo di materiale da ricostruzione , per non menzionare le migliaia di altri oggetti che non possono entrare, quali : anestetici, ossigeno, trattamenti contro il cancro, cloro per trattare l'acqua oltre a carta, libri e giochi per bambini, persino il thè e il caffè sono proibiti".

Questo viaggio sarà il primo tentativo di sfidare il blocco navale Israeliano intorno alla Striscia di Gaza dall'ultima volta in cui una nave da guerra Israeliana ha speronato Dignity in Dicembre, e ha quasi affondato SPIRIT OF HUMANITY , con tutti noi a bordo, a Gennaio. Questo ottavo viaggio sarà anche il primo di una serie che intendiamo fare come parte della nostra Campagna Estiva della Speranza per Gaza.
(articolo completo al link : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmZyZWVnYXphLm9yZy9pdC9ob21lL3ByZXNzLXJlbGVhc2VzLzkxOS1wcmVzcy1yZWxlYXNlLWJyaWNrLWJ5LWJyaWNr )

PREPARATIVI PER LA PARTENZA

Da qualche settimana il Free Gaza Movement realizza un video : NOVITA’ del MERCOLEDIì per aggiornare sulle iniziative, gli obiettivi e le attività del gruppo. Questa settimana è un video simpatico sui preparativi della barca Free Gaza. Canale youtube : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LnlvdXR1YmUuY29tL2dhemFmcmllbmRz
Sottitoli in italiano selezionando la freccia in basso a destra, CC , e ITALIANO.




giovedì 11 giugno 2009

Palestina la più grande prigione a cielo aperto EPISODIO IV di 5



http://www.youtube.com/watch?v=EYF_5CdcR9Y




Il 4º episodio mostra la violenza quotidiana e la sofferenza imposta al popolo Palestinese da parte di Israele, una aggressione continua, che chiediamo finisca al più presto.
Vídeo e fotos da ISM, International Solidarity Movement, un gruppo di attivisti non-violenti che difendono i diritti umani dei Palestinesi e che si offrono come scudi umani ai pescatori e agricoltori Palestinesi quando vanno a pesca o a lavorare i campi.
Foto da MachsomWatch e Sameh A. Habeeb

Aiutateci a divulgare. grazie

mercoledì 10 giugno 2009

SORPRENDENTE : Obama: "Fermate gli insediamenti" AIUTIAMOLO ANCHE NOI!

Obama sta chiedendo con forza al governo di destra di Israele di fermare gli insediamenti, che stanno distruggendo le speranze di pace -- diamo vita ad un coro globale di voci per aiutarlo a sovrastare l'agguerrita opposizione in Israele e negli Usa:

Firma la petizione!

Le cartine della Cisgiordania mostrano come i Palestinesi siano ormai confinati in parti molto ridotte della loro terra:Il Presidente Obama ha appena tenuto un discorso straordinario in Egitto, nel quale si è impegnato personalmente a costruire la pace nel Medio Oriente. La sua prima mossa è stata sorprendentemente di sfidare il nuovo governo di destra di Israele, alleato americano -- mettendolo sotto pressione per far cessare la politica autolesionistica degli insediamenti (colonie illegali sul territorio riconosciuto dagli Usa e dal mondo come palestinese).
Questo è un raro momento di crisi e di opportunità. L'ardita strategia di Obama deve fare i conti con forti resistenze, e avrà bisogno di aiuto da tutto il mondo nei prossimi giorni e settimane per rafforzare le sue intenzioni. Iniziamo subito -- con un coro globaledi voci a supporto dell'affermazione di Obama che gli insediamenti nei territori occupati devono finire.
Faremo pubblicare il numero delle firme su importanti giornali in Israele e a Washington (dove ci sono tentativi di alienare a Obama il supporto del Congresso Usa). Leggi le parole di Obama e aggiungi la tua firma andando al link qui sotto, poi fai girare questa mail ai tuoi amici e familiari così che possano farlo anche loro:

http://www.avaaz.org/it/obama_stop_settlements

C'è ampio consenso sul fatto che gli insediamenti siano un impedimento importante al raggiungimento della pace, un punto di vista condiviso anche da una maggioranza silenziosa di Israeliani. In combinazione con una rete di barriere e posti di blocco queste colonie ormai tappezzano la Cisgiordania, occupando il territorio e obbligando i Palestinesi a vivere come prigionieri in enclavi sempre più piccole (guarda la mappa a destra).
Fino a che questo tema non sarà affrontato sembra impossibile costruire sia un vero stato paestinese che un pace durevole, di qualsiasi sorta Per gli stati arabi che cercano di impegnarsi ad aiutare la pace il fermare gli insediamenti è un test fondamentale per la credibilità di Israele.
Dobbiamo chiedere anche alle altre parti in causa di fare passi audaci. Se riusciamo ad aiutare Obama a mantenere questa linea sugli insediamenti, a far cambiare strada alla politica israeliana e a incoraggiare i Palestinesi e altri stati arabi a offrire una mano tesa, un nuovo inizio per il Medio Oriente diventa possibile.
Ma nulla di tutto questo potrà accadere senza un movimento di opinione globale che agisca e supporti il processo.Leggi le parole di Obama, aggiungi la tua firma e fai girare la voce ora:

http://www.avaaz.org/it/obama_stop_settlements

Con speranza e determinazione,
Paul, Raluca, Ricken, Brett, Paula, Graziela, Rajeev, Iain, Taren, Milena, Luis, Alice e tutto il team Avaaz

Il testo completo del discorso del Presidente Obama (in inglese):

http://www.nytimes.com/2009/06/04/us/politics/04obama.text.html?_r=2

http://www.corriere.it/Speciali/Esteri/2009/Discorso_Obama/

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/?id=3.0.3395031504

giovedì 4 giugno 2009

Lettera aperta ad Obama - da : www.freegaza.org

da : http://www.freegaza.org/

english/french/spanish version on : http://www.msplinks.com/MDFodHRwOi8vd3d3LmZyZWVnYXphLm9yZw== (choose language on top left)

03 Giugno 2009

Caro Presidente Obama,

Domani Lei si recherà in Egitto per fare uno dei discorsi più importanti della Sua presidenza. A parole ha detto che vuole "azzerare" la storia delle relazioni USA con i Musulmani e generare un cambiamento fondamentale, e per il meglio. Ce lo auguriamo sinceramente. Ed ha anche affermato che "per essere un buon amico, bisogna essere onesti". Appunto, siamo onesti.


L'attuale occupazione e colonizzazione della terra Palestinese da parte di Israele e il sostegno indiscusso degli Stati Uniti ad Israele, sia finanziario, militare che politico è alla base della percezione negativa e rabbia amara che molti Arabi e Musulmani hanno nei confronti degli Stati Uniti. Domani, speriamo di ascoltare l' impegno da parte Sua, ad allineare la polica USA , in Medio Oriente, alle risoluzioni ONU e alle leggi internazionali.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dà a tutti il diritto di entrare ed uscire liberamente dalla propria nazione. Lei godrà di questo diritto quando arriverà in Egitto domani e tornerà negli Stati Uniti poi. Questo è un diritto che è negato, di routine, ai Palesinesi - specialmente a quelli intrappolati a Gaza.


Oltre 200 pazienti Palestinesi a Gaza, di cui molti ammalati gravemente, non possono essere sottoposti ad adeguate cure mediche perchè le autorità Israeliane negano regolarmente, ai pazienti Palestinesi, il diritto di recarsi all'estero per ricevere i trattamenti sanitari che non sono disponibili a Gaza; allo stesso modo, molte medicine e attrezzature mediche non possono entrare a Gaza perchè proibite da Israele.
Oltre 700 studenti Palestinesi di Gaza, molti con borse di studio, non possono frequentare le università all'estero perchè Israele nega loro regolarmente questo diritto.
Migliaia di Palestinesi all'estero non possono visitare le proprie famiglie perchè Israele non consentirebbe loro di rientrare nel proprio paese.


Quando arriverà in Egitto, raggiungerà il Suo alloggio in una macchina con pezzi di ricambio vietati ai Palestinesi, rifornita di benzina negata alla popolazione di Gaza. Userà luce elettrica che spesso non funziona a Gaza, perchè Israele blocca i rifornimenti necessari a far funzionare la centrale elettrica di Gaza. Forse berrà una tazza di thè o caffè durante la Sua visita - prodotti che Israele non fa entrare a Gaza.
La verità è che Israele fa entrare meno del 20% di tutti i prodotti di cui ha bisogno Gaza, non fa entrare materiale da ricostruzione o similari. Ne consegue che oltre il 95% delle industrie sono crollate generando disoccupazione di massa e povertà. Lo scopo del blocco Israeliano è quello di punire e far cedere un'intera popolazione. La punizione collettiva è severamente proibita dalle leggi internazionali, ciò nonostante continua a rimanere la politica principale di Israele nei confronti del popolo Palestinese.


Il 25 Giugno, il Free Gaza Movement si imbarcherà per l'ottavo viaggio nel'intento di interrompere il brutale assedio di Gaza da parte di Israele. Sebbene ci abbiano minacciato e la nostra barca sia stata speronata dalla marina israelina, noi non ci arrendiamo. Partiamo con lo spirito dei Cavalieri della Libertà, i quali, negli anni in cui Lei è nato, hanno rischiato la vita affinchè gli Afro-Americani potessero viaggiare liberaramente negli USA. Partiamo con lo spirito della cooperazione internazionale, che aiutò a fondare le Nazioni Unite, con lo spirito della resistenza civile internazionale, che ha prevalso sull'Apartheid.

Presidente Obama, ha basato la Sua carriera politica su quanto Lei stesso chiama "l'audacia della speranza" - la fede che tutti noi abbiamo, individualmente e collettivamente, di poter cambiare le cose in meglio. Ma la fede senza azione è morta. Anche noi crediamo nella speranza, ma, in base alla nostra esperienza, sappiamo che la sola speranza non cambia il mondo. Come Lei dice, sappiamo che il prezzo e la promessa del nostro comune senso di umanità richiede che ognuno di noi tratti il prossimo con dignità e rispetto, e che tutti noi ci sforziamo per essere sicuri che le nostre sorelle e i nostri fratelli nel mondo siano liberi di fare della propria vita ciò che vogliono, e che inseguano la loro giusta dose di felicità.


Signor Presidente, ha condotto la battaglia nel Senato USA per assicurarsi che gli aiuti arrivassero realmente alla gente, dopo che l'uragano Katrina aveva devastato New Orleans. Un disastro di origine umana sta devastando la popolazione di Gaza; a causa dell'attuale chiusura ermetica della Striscia di Gaza da parte di Israele, oltre l'80% della popolazione ha bisogno di assistenza per il cibo necessario alla sopravvivenza.

Noi ci auguriamo che il Suo discorso domani in Egitto sia di successo, ma dovrebbe, come minimo, utilizzare il Suo privilegio per chiedere ed assicurare il libero acesso a Gaza di tutti gli aiuti umanitari, materiale da ricostruzine e sviluppo. Le parole sono importanti, ma non sono suffienti.
Noi del Free Gaza Movement ci imbarcheremo per Gaza di nuovo e ancora, come resistenza vigorosa e disarmata, finchè il blocco israeliano sarà frantumato per sempre e il popolo Palestinese avrà libero accesso al resto del mondo.

Le chiediamo gentilmente di riconoscere che il fatto che noi dobbiamo persino chiedere (rischiando la vita) il permesso di fornire cibo agli affamati, medicine agli ammalati, e un riparo ai senza tetto, sia una vera oscenità. Non vediamo l'ora di ascoltare da Lei un impegno senza compromessi per far cessare immediatamente il criminale assedio di Gaza, come pure l'assicurazione che il rispetto dei diritti umani, della dignità e dell'uguaglianza del popolo Palestinese sarà un punto centrale della politica della Sua amministrazione, nei confronti del conflitto Arabo-Israeliano.

In fede,

Il Consiglio di Amministrazione del Free Gaza Movement
Huwaida Arraf,
JDGreta Berlin
Eliza Ernshire
Derek Graham
Fathi Jaouadi
Ramzi Kysia