mercoledì 15 dicembre 2010

IL BALLO DELLA TERRA : IL Culatello........



La Storia 


Quando si parla di tradizioni antiche per descrivere l’arte della lavorazione del Culatello non si fa a sproposito.
La fama che questo prodotto ha acquisito in tutto il mondo è relativamente recente, ma la produzione artigianale e la storia del Culatello hanno avuto inizio molti, moltissimi anni prima.

Si narra (e mai termine fu più appropriato, trattandosi di tradizione) che già nel1332, al banchetto di nozze di Andrea dei Conti Rossi e Giovanna dei Conti Sanvitale, si facessero apprezzare alcuni Culatelli, recati in dono agli sposi; e che, più avanti, i Pallavicino avessero offerto omaggi di Culatello aGaleazzo Maria Sforzaduca di Milano. Sfortunatamente di questi episodi non si trova testimonianza attendibile.


Epur in gir a gh'è soquant gabiàn,
di pit con l'elmo ch' s'è miss in menta
che s'a ne s'dröva miga l'italian
ad bel, in poesia, a ne s'fa gnenta.
Mo 't sa ch'an s'possa scrivver gnent ad bel
quand at rév l'alma e 'l cor in sta favela
ch 'a sa 'd violétta, ad grana e 'd culatel? ...-
Alfredo Zerbini
("Tutte le poesie" Parma, Luigi Battei, 1982, p. 74-75).


La prima citazione esplicita e ufficiale del Culatello risale infatti al 1735, all’interno di un documento del Comune di Parma. Le prime citazioni letterarie risalgono invece all ’800, ad opera, prima, del poeta dialettale parmigiano Giuseppe Callegari, poi dello scultore Renato Brozzi, che scambiava opinioni sul Culatello con il famoso poeta Gabriele D’annunzio.

Il Culatello affonda le sue radici nella memoria storica della cultura contadina, che ancora oggi resiste nei casolari della Bassa, dove la tradizione mantiene viva la qualità di un cibo inimitabile.
Sicuramente sappiamo che fino ai primi decenni del secolo scorso solo pochissime famiglie potevano concedersi il sapore pregiato del culatello, e comunque tale pratica era circoscritta geograficamente e socialmente. Il gusto del Culatello era rinomato ed apprezzato solo a livello locale. Un prodotto così pregiato non alimentava certo grandi commerci.
Il fatto che restasse sconosciuto al grande pubblico garantiva della tipicità del prodotto allo stesso modo in cui ne alimentava la leggenda, circondandolo di un po’ di quella nebbia che non ha mai abbandonato la gente di questi luoghi e che tanto partecipa alla creazione di un prodotto unico.

Oggi ci sono altre regione d'Italia che realizzano il Culatello che ovviamente non può avere lo stesso prezzo, sono sicuramente prodotti con criterio e tradizione ma sono e rimangono il sosia del vero Culatello.


martedì 14 dicembre 2010

EVENTO PASSATO : cena a tema Le colline Murgiane

cena a tema Le colline Murgiane



L'altopiano delle Murge è il nucleo centrale della Puglia tra il Tavoliere e il Salento. Roccioso nella parte elevata, in quella più bassa è coperto di terra fertile e verde, coltivata a orti e giardini, comprende le provincie di Bari e Brindisi.Il comprensorio è percorso in ogni senso da ottime strade e sulla dorsale è attraversato dalla superstrada che dalla circonvallazione di Bari raggiunge Brindisi e prosegue sino a Lecce e alla penisola Salentina.
Le Murge sono rappresentate da due serie estese di colline disposte a terrazze che corrono da Nord-Ovest a Sud-Est. Questo sistema paesaggistico occupa la parte centrale della Puglia, confinando ad Est con il Mare Adriatico, ad Ovest con la Fossa Bradanica, a Nord con la Valle dell’Ofanto, a Sud con il Salento e l’arco Jonico Tarantino.
Le Murge rappresentano il più caratteristico complesso di rilievi della Puglia centrale anche se raggiunge i suoi punti più alti nella zona settentrionale e più precisamente nei comuni di Spinazzola e Minervino; infatti il punto quotato più alto è rappresentato dal Monte Caccia, posto a 684metri sul livello del mare.La parola Murgia deriva dal latino MUREX cioè pietra aguzza, e termine più significativo non poteva trovarsi in quanto l’altopiano è caratterizzato dalla presenza di roccia calcarea che ha dato origine a numerosi fenomeni di carsismo ipogeo ed epigeo come le doline, le gravine, le lame, gli inghiottitoi e le grotte.Nel territorio, c’è la completa assenza di corsi d’acqua superficiale a carattere permanente mentre è presente una circolazione idrica sotterranea con una ricca falda profonda e numerose piccole falde superficiali sfruttate per l’irrigazione dei campi.


La Poiana
Nel Luglio del 2004 è stato firmato dal Presidente della Repubblica l’atto istitutivo del Parco Nazionale dell’Alta Murgia che copre una superficie di 68.000 ettari e si estende sul territorio di 13 comuni della provincia di Bari con una popolazione complessiva di circa 385.000 abitanti.Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia può considerarsi il primo Parco rurale d’Italia in quanto oltre a tutelare l’ecosistema naturale, si occupa della salvaguardia e valorizzazione di tutta l’unità territoriale che è in stretto rapporto con l’aspetto fisico (le masserie, gli jazzi, i tratturi, gli usi, le tradizioni ed i costumi). Il territorio è caratterizzato dalla presenza di circa 1.500 specie vegetali spontanee ( il 25% delle 6.000 presenti in Italia); 14 specie di rettili; 17 specie di mammiferi e circa 88 specie di uccelli nidificanti.


Cena a tema "La Ciociaria bella e buona" di Sabato 11 Dicembre : In attesa del racconto sulla serata eccovi le foto!

Cena a tema 

"La Ciociaria bella e buona" 

di Sabato 11 Dicembre 

In attesa del racconto sulla serata 
eccovi le foto!


pasta tradizionale dei castelli romani, essicata lentamente per 24 ore , traffilata in bronzo



Olio extra-vergine d'oliva di Pallavicinipane di Larianomozzarella di bufala Anagni,prosciutto GuarcinoStillato di pallavicini abbinamento ciambelle di Ariccia


mozzarella di bufala "Anagni" con prosciutto affumicato alle bacche di ginepro Guarcino




Lombetto. capocollo, salsicce secche guarcino, caciotta di bufala e caciotta di pecora, Lazio




il secondo salumi Guarcino e formaggio bufala e pecora Lazio abbinato al Cesanese igt Pallavicini
 Pecorino dolce Guarcinocaciotta di bufala "Anagni"




Il primo pasta di grano duro essicato lentamente per 24 ore trafilato in bronzo con ricotta di pecora Lazio e guanciale croccante guarcino. Abbinamento Poggio Verde di Pallavicin




ricotta di pecora Lazioguanciale croccante guarcino












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IL BALLO DELLA TERRA
Via dei Volsci, 51
ROMA





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prossima cena a tema L'Abruzzo


da questa terra meravigliosa nasce un olio d'oliva biologico dal profumo dell'Abruzzo cortese e gentile 

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venerdì 10 dicembre 2010

IL CASO DELL'ADULTERIO DI SAKINEH E' UNA TRAGICA MISTIFICAZIONE Intanto cosa sta sopportando Cosa le stanno facendo??????? Non scordiamoci di lei! MAI



IL CASO DELL'ADULTERIO DI SAKINEH
E' UNA TRAGICA MISTIFICAZIONE

Il caso dell'adulterio di Sakineh è una tragica mistificazione piena zeppa di violazioni di diritti umani. All'inizio doveva essere lapidata. Successivamente il governo iraniano ha dovuto revocare la sentenza dopo che i suoi figli hanno provocato una gigantesca protesta contro quell'accusa ridicola: lei non conosceva la lingua usata nel processo, e i presunti episodi di adulterio risalivano a un momento successivo alla morte del marito.

Poi il suo avvocato è stato costretto all'esilio, e a suo carico è stata inventata un'altra accusa: l'omicidio del marito, nonostante il fatto che un altro uomo fosse stato condannato per lo stesso motivo. Sakineh è stata torturata ed esposta sulle televisioni nazionali per "confessare". Mesi fa il regime ha arrestato due giornalisti tedeschi, il suo avvocato e suo figlio, che ha portato avanti con coraggio una campagna internazionale per salvare sua madre. il figlio di Sakineh e l'avvocato sono stati torturati senza alcuna possibilità di difesa legale FORSE SONO ANCORA IN CARCERE

La sentenza di morte per lapidazione di Sakineh è stata sospesa, ma la donna rischia ancora la pena capitale per impiccagione per complicità nell'omicidio del marito!

Sakineh Mohammadi Ashtiani, l'iraniana condannata a morte per lapidazione, non è stata rilasciata, contrariamente a quanto aveva annunciato ieri un gruppo per i diritti umani citando "fonti in Iran". Lo la detto questa mattina l'emittente statale iraniana Press Tv
E' ancora nelle loro mani e come la stanno trattando? Cosa le stanno facendo?

NON DIMENTICHIAMOCI DI SAKINEH

da Wikipedia
Sakineh Mohammadi Ashtiani fu condannata per la prima volta il 15 maggio 2006, da un tribunale di Tabriz, per il reato di "relazione illecita" con due uomini in seguito alla morte del marito. Fu condannata a ricevere 99 frustate, e la condanna venne eseguita.[4] In seguito, nel settembre 2006 ricevette una nuova condanna quando un tribunale penale accusò uno dei due uomini per il coinvolgimento nella morte del marito di Mohammadi Ashtiani. Per questo venne condannata per adulterio mentre ancora sposata, e condannata a morte per lapidazione. Malek Ejdar Sharifi, capo della magistratura nella provincia di Azerbaijan affermò che "La donna è stata condannata alla pena capitale per aver commesso omicidio e adulterio."[5][6] La Corte Suprema iraniana confermò la sua condanna a morte il 27 maggio 2007, che in seguito fu rinviata, solo un perdono dell'Ayatollah Ali Khamenei avrebbe potuto impedire l'esecuzione[7]. Il 12 agosto 2010, fu trasmesso dalla prigione iraniana Tabriz un programma televisivo di Stato che seguì la confessione di Ashtiani per adulterio e per il coinvolgimento nell'omicidio del marito. Il suo avvocato sostenne che fosse stata torturata per due giorni prima del colloquio[8]. Il 20 Agosto il London Times pubblicò la foto di una donna senza velo indicandola erroneamente come la Mohammadi Ashtiani.[9] Il 28 settembre 2010 Sakineh è stata condannata alla pena capitale mediante impiccagione per l'omicidio del marito.[10]
Il 2 novembre 2010 il Comitato Internazionale contro la lapidazione ha riferito che le autorità di Teheran hanno dato l'autorizzazione per la condanna, da eseguire nella prigione di Tabriz il3 novembre[11], quando invece Mina Ahadi, la portavoce del Comitato internazionale contro le esecuzioni, ha dichiarato che Sakineh non è stata giustiziata; le pressioni dei governi occidentali sul regime di Teheran avrebbero contribuito alla decisione[12].
Il 9 dicembre 2010 varie fonti del Comitato internazionale contro la lapidazione hanno confermato ufficialmente che l'8 dicembre Sakineh è stata scarcerata, insieme al figlio Sajjad Qaderzadeh e all'avvocato Javid Hutan Kian[13]. La notizia della liberazione è stata tuttavia smentita da un'emittente televisiva iraniana già il giorno seguente, spiegando che la donna era stata portata nella sua abitazione con il figlio solo per "produrre una ricostruzione video dell'omicidio sulla scena del delitto"

NON DIMENTICHIAMOCI DI SAKINEH!


da AGENZIA RADICALE
Sakineh, l'inganno di Teheran
venerdì 10 dicembre 2010

Il "caso Sakineh", ovvero sulla sua presunta e tanto attesa liberazione, sembra ancora poco chiaro. L'emittente televisiva iraniana, Press Tv, ha smentito, questa mattina, la notizia della liberazione di Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e per complicità di omicidio del marito.

Secondo quanto fa sapere l'emittente televisiva iraniana, infatti, sembrerebbero un equivoco le immagini che solo ieri ritraevano la donna a casa sua, ma che in realtà si trattava semplicemente di estratti di un programma televisivo "Iran today" della stessa emittente che ricostruiscono le circostanze del suo caso giudiziario.

Ma dall'atro canto, dichiarazioni al quanto "sconcertanti"arrivano da parte di Taher Djafarizad, attivista del Comitato antilapidazione, che ha dichiarato, dopo la smentita della tv iraniana, che la donna iraniana "era stata effettivamente liberata, forse 3 giorni fa. Secondo Djafarizad "il regime ha usato il suo rilascio perché  erano in corso i colloqui tra Iran e il gruppo del 5+1 sul nucleare". L'attivista antilapidazioni afferma, infatti, che la liberazione era stata annunciata anche da alcuni quotidiani vicini al regime, "ma poi l'hanno riportata in carcere ingannando ancora una volta lei e la comunità internazionale"

SERENA GUERRERA 
AGENZIA RADICALE - SAKINEH




NON DIMENTICHIAMO SAKINEH!


lunedì 6 dicembre 2010

il ballo della terra : L'aceto balsamico..............




L'aceto balsamico va molto di moda e viene utilizzato su insalate, bolliti ma anche frutta. I profani possono pensare che tutti gli aceti balsamici siano uguali, ma non è così: in realtà possiamo dividerli in tre categorie:

a) Aceto Balsamico di Modena da supermercato.
Tra le centinaia di marche presenti al supermercato, con prezzi che vanno dai 2 euro ai 9 euro circa, abbiamo acquistato una confezione . Leggiamo gli ingredienti: Aceto di Vino, Mosto concentrato d'uva, Colorante E150d, Antiossidante Metabisolfito di Potassio. In pratica, nella maggior parte dei casi si tratta di aceto bianco colorato con lo stesso colorante utilizzato anche nella Coca-Cola e nel Chinotto, ma anche nei prodotti a base di caramello, come avevamo precedentemente approfondito.

b) Aceto Balsamico di Modena Biologico.
Esistono poi tutta una serie di ottimi aceti balsamici biologici, da acquistare presso negozi specializzati, che hanno un prezzo che varia da 13 euro circa a oltre 25 euro. Abbiamo testato per voi l'Aceto Balsamico di Modena Biologico  (circa 13 euro il prezzo). Ecco gli ingredienti: Aceto di vino biologico, Mosto d'uva concentrato cotto biologico. Una differenza abissale rispetto agli aceti balsamici da supermercato.

c) Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Sul gradino più alto del podio, o dovremmo dire decisamente su un altro pianeta, è l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il vero aceto, dalla consistenza sciropposa e dal colore simile alla liquirizia, ha un processo di lavorazione molto complesso ed assolutamente naturale. Invecchiato almeno 12 anni, il suo prezzo è circa 40 euro, mentre invecchiato oltre 25 anni lo si trova a circa 70 euro.

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Note:

1. Il Colorante E150d (CARAMELLO SOLFITO AMMONIACALE) si trova nelle bibite tipo cola, gelati, ghiaccioli, acquavite, liquori, aceto balsamico, pasticceria in genere. Sospetto di essere legato all’iperattività infantile. Colore marrone scuro. Si trova anche nei frutti di mare, soia, frutta e verdure in scatola, birra, whisky, biscotti, conserve. Sconsigliato ai bambini. Non è un colorante naturale, ma è ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico e ammoniaca!

2. L'ingrediente di base è il mosto d'uva cotto. Le uve utilizzate sono i trebbiani (di Spagna, di Castelvetro) e lambruschi, in genere uve molto zuccherine. L'acetaia, posta nel sottotetto, è il luogo perfetto per la maturazione dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena che necessita forte escursione termica tra Inverno ed Estate. Periodicamente parte del contenuto di ogni botte viene travasato in un'altra botte secondo una precisa sequenza fino ad avere nell'ultima botte un prodotto molto concentrato. Il Disciplinare di Produzione del Prodotto prevede che per le botti si utilizzino legni pregiati della zona di origine (ovvero gli antichi domini estensi). Solitamente i legni impiegati sono il castagno, il rovere, il gelso, il frassino, il ciliegio e il ginepro

IL BALLO DELLA TERRA : QUALE BICCHIERE....................?



QUALE BICCHIERE?


I bicchieri da vino dovrebbero essere trasparenti e meglio se di cristallo. Tuttavia, al fine della migliorare la percezione delle caratteristiche olfattive di un vino, assumono particolare rilievo la forma e la dimensione del bicchiere da vino, determinando il modo in cui si emanano i profumi.
Esistono una molteplici di forme diverse di bicchieri da vino; ai fini di una buona degustazione sono generalmente preferibili quelli a gambo lungo evitano il contatto delle dita con la superficie del calice che, oltre a lasciare impronte indesiderate, puo alterare la temperatura del vino stesso. La scelta del bicchiere appropriato  legata alle caratteristiche del vino

Vediamoli meglio :

 I vini bianchi non richiedono bicchieri troppo grandi e possono essere maggiormente apprezzati in quelli con una bocca non molto grande al fine di cogliere meglio i profumi di fiori e frutta a polpa bianca. 

vini rossi non invecchiati si degustano in bicchieri simili a quelli previsti per i bianchi , ma leggermente più grandi di questi ultimi per la tipicità delle sensazioni olfattive (fiori e frutta rossa) e la presenza di tannini.

vini rossi di grande invecchiamento, caratterizzati da profumi complessi creatisi dopo anni in bottiglia, richiedono bicchieri "panciuti";  con un'ampia superficie di base che consenta l'ossigenazione e lo sviluppo dei profumi per un migliore apprezzamento del bouquet.

Gli spumanti secchi (e lo Champagne) richiedono le flute , sia perché consentono di osservare meglio l'effervescenza sia perché facilitano una dispersione graduale dei loro profumi delicati. Al contrario gli spumanti dolciprediligono i bicchieri a coppa , per far diffondere prontamente la loro aromaticità (quelli che erroneamente vengono definiti "coppa da Champagne")

IL BALLO DELLA TERRA : PERCHE' SCEGLIERE MIELE ITALIANO



Ci sono alcune caratteristiche che un consumatore dovrebbe conoscere prima di scegliere il miele da portare a casa. La produzione italiana di miele riesce a distinguersi per alcune importanti differenze organolettiche che lo rendono unico. Per comprare un miele di qualità, è meglio preferire quello italiano o quantomeno quello che indica con onestà da dove proviene (sapendo che il termine miscela equivale ad un prodotto industriale), la data di raccolta e di scadenza, la varietà floreale da cui proviene. In Italia esiste una marcata produzione nostrana, la cui varietà è la maggiore garanzia in termini di gusto e di genuinità: se il consumatore desidera sapori nuovi e sorprendenti o fantasticare con gli abbinamenti in cucina, il miele italiano sarà la scelta migliore. Un ultimo suggerimento: il miele liquido e trasparente non è migliore di quello denso e cristallizzato, in quanto la liquidità viene ottenuta attraverso un trattamento termico, la pastorizzazione, che diminuisce le qualità nutrizionali del prodotto. Le uniche varietà di miele liquido naturale, che rimangono tali per lungo tempo, sono quelle di acacia, castagno e melata di bosco. 
La storia dell’azienda ADI Apicoltura ha inizio a Tornareccio, in provincia di Chieti, a pochi passi dal Parco Nazionale d’Abruzzo.È in questa cornice che la famiglia Iacovanelli si dedica con successo alla produzione del miele da oltre centocinquanta anni, tanto da diventare una delle principali aziende italiane nella produzione e commercializzazione del miele.La quarta generazione della famiglia Iacovanelli persegue con la massima cura l’arte di selezionare e conservare i prodotti garantendone, al consumatore , qualità e tradizione.I 1500 alveari di proprietà vengono costruiti con materiali naturali e posizionati accuratamente in zone rurali dove le api vivono e trovano un’abbondanza di varietà floreali. L’amore per la cura delle api senza l’utilizzo di prodotti chimici è la garanzia per la produzione di un miele biologico certificato. Grazie al metodo artigianale e ad una tecnologia innovativa viene raccolto solo il miele maturo e conservato, mantenendo inalterati colori, aromi e profumi che ne garantiscono una migliore qualità e origine. La pallettizzazione delle arnie ha migliorato la ricerca di nuove e pregiate varietà unifloreali quali ciliegio, rosmarino e lupinella. I prodotti sono garantiti nella loro provenienza e soprattutto nel procedimento di lavorazione che non include la pastorizzazione, causa principale di perdita delle capacità nutrizionali.I mieli ADI si possono trovare da noi , ACACIA; CASTAGNO; TIGLIO; AGRUMI; DA 500 gr.

IL BALLO DELLA TERRA : La macabra danza dello spreco e della fame




La macabra danza dello spreco e della fame

Siamo strattonati tra due informazioni: c'è produzione alimentare per 12 miliardi di persone (e siamo “solo” 6 miliardi); un miliardo di persone non ha abbastanza cibo per sopravvivere. Ma la risposta sta già nell'enunciazione del problema: c'è molta produzione alimentare; non c'è abbastanza cibo. Quella che chiamiamo produzione alimentare è merce, fatta per essere venduta e comprata. Non può sfamare chi non ha denaro. Deriva da un sistema agricolo che mira al mercato, che produce commodities, che si regola nelle borse merci. Il “cibo” è un'altra cosa. E' quello delle attività agricole di piccola e media scala, i cui prodotti mirano a essere mangiati. Se uno fa cibo, i suoi riferimenti sono i gusti e i disgusti, le necessità di salute del prossimo e della terra. Se uno produce merce i suoi riferimenti sono le possibilità di acquisto del prossimo. L'agricoltura industriale non sfama il mondo perché il suo obiettivo è un altro, è arrivare ai mercati e raggiungere chi ha potere d'acquisto. Anche le relazioni dell'ONU sulla fame nel mondo dicono che è l'agricoltura familiare di piccola e media scala a sfamare il mondo. E non lo sfama soltanto: lo rende più interessante, vario, sano, resistente, bello, colto. Ed ecco, infine, perché sprechiamo: perché compriamo merci, non cibo. Se ci regalano del pane di montagna, cotto come dio comanda in un forno a legna, quello è cibo, e non ne sprecheremo una fetta. Si spreca, noi privatamente, ma soprattutto i supermercati in via istituzionale, perché si comprano prodotti senza storia e senz'anima (e, spesso, senza sapore) come fossero scarpe o bulloni. Ma le scarpe o i bulloni non hanno la data di scadenza, non dobbiamo buttarli via per sostituirli. La macabra danza dell'eccesso, dello spreco e della fame verrà analizzata Sabato 23 Ottobre, ore 12 al Salone del Gusto, da Silvio Greco, Angelo Cau, Laura Ciacci, Andrea Segrè, Marco De Ponte, Sergio Marelli (www.salonedelgusto.it).

di Cinzia Scaffidi Tratto da L'Agricoltura - La Stampa 19/09/2010