IL CONVOGLIO DI VIVAPALESTINA CON AIUTI UMANITARI, partito dalla Gran Bretagna, a cui si è aggiunta la spedizione ITALIANA, E' RIUSCITO AD ENTRARE A GAZA
MA QUESTA NON E' LA BRUTTA NOTIZIA....MI E' APPENA STATO SEGNALATO CHE F16 ISRAELIANI STANNO BOMBARDANDO GAZA , la notizia è pubblicata su Paltelegraph:
http://www.paltelegraph.com/hot-topic/3551-breaking-news-israeli-f16s-attack-northern-western-southern-and-middle-gaza-now
venerdì 8 gennaio 2010
lunedì 4 gennaio 2010
STORIA DELLA BEFANA
La storia della nascita della Befana pone le sue radici all’interno di una tradizione culturale di matrice pagana, di superstizioni e aneddoti magici.
Il periodo natalizio si pone in un momento dell’anno che storicamente era ricco di rituali e usanze legati alla terra, all’inizio del nuovo raccolto e all’idea di propiziarsi fortuna e prosperità nell’anno nuovo.
Già gli antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore al dio Giano e alla dea Strenia (da cui strenna natalizia). Queste feste erano chiamate le Sigillaria; ci si scambiava auguri e doni in forma di statuette d'argilla o di bronzo e perfino d'oro e d'argento. Queste statuette erano dette "sigilla", dal latino "sigillum", diminutivo di "signum", statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti.
La Befana è un personaggio che ha colto suggestioni da diversissime leggende e trasposizioni culturali. Inizialmente, e si parla ancora del periodo romano politeista, la popolazione venerava Diana, la dea della caccia e della fecondità che nelle notti che precedevano l’inizio della nuova semina si diceva passasse, con un gruppo nutrito di donne, sopra i campi, proprio per renderli fertili e fecondi al nuovo raccolto.
L'enciclopedia Treccani ne dà la seguente definizione: è per il popolo un mitico personaggio in forma di orribile vecchia, che passa sulla terra dall'1 al 6 gennaio. Nell'ultima notte della sua dimora il mondo è pieno di prodigi: gli alberi si coprono di frutti, gli animali parlano, le acque dei fiumi e delle fonti si tramutano in oro. I bambini attendono regali; le fanciulle traggono al focolare gli oroscopi sulle future nozze, ponendo foglie di ulivo sulla cenere calda; ragazzi e adulti, in comitiva, vanno per il villaggio cantando...in alcuni luoghi si prepara con cenci e stoppa un fantoccio e lo si espone alle finestre...I contadini della Romagna toscana sogliono invece portarlo in giro sopra un carretto, con urli e fischi, fino alla piazzetta del villaggio, ove accendono i falò destinati a bruciare la Befana...Gli studiosi vedono nel bruciamento del fantoccio (la Vecchia, la Befana, la Strega), che persiste un po’ dappertutto in Europa, la sopravvivenza periodica degli spiriti malefici, facendo risalire il mito della befana a tradizioni magiche precristiane...
Col passare dei secoli la deriva pagana diede spazio alle interpretazioni cristiane; siamo ovviamente in un medioevo fatto di persecuzioni alle streghe e di forte fervore religioso. Ed è qui che avviene un primo incontro di culture, la bella Diana diviene una brutta donna e i riti dei falò (si bruciava il vecchio per dare spazio al nuovo) divengono dei veri e propri roghi della vecchia, dove una simbolica attempata strega viene posta al di sopra di questi roghi. Le contaminazioni pagane e cristiane generano quindi una figura di donna che è un misto di entrambe le culture, da una parte vive la buona Diana e dall’altra la cattiva strega che deve essere bruciata.
Questo rito propiziatorio, a cui ancora oggi possiamo assistere, è stato poi abbracciato dalla chiesa ed è qui che nasce la leggenda bella Befana. Si dice che i Re Magi in viaggio per Betlemme avessero chiesto informazioni sulla strada ad una vecchia, e che avessero insistito perché lei andasse con loro a portare i doni al salvatore. La vecchia rifiutò, ma poco dopo, pentita, preparò un cestino di dolci e si mise in cerca dei Magi e del bambino Gesù.
Non trovandoli bussò ad ogni porta e consegnò dolci ai bambini sperando di potersi così far perdonare la mancanza. Con la mediazione del cristianesimo la Befana diviene quindi una specie di strega, vestita di stracci, brutta e che vola sopra i tetti con una scopa, ed ha quindi un lato perfido che la rende un personaggio estremamente affascinante. Se infatti molti altri benefattori come Babbo Natale o San Nicola portano doni a tutti, la Befana porta dei regali modesti e tanto carbone a chi non è stato buono.
L’etimologia del nome Befana, è strettamente legato al nome della festa, è una derivazione infatti delle forme dialettali con cui il popolo esprimeva il termine “Epifania”. Il dualismo affascinante che sta sotto alla figura di questa vecchia è forse il motivo per cui non è mai diventata un vero e proprio oggetto commerciale, fatta esclusione per gli ultimi anni.
Se San Nicola è un santo protettore, e Babbo Natale un paffuto rubicondo nonnino che accontenta tutti i bambini, la Befana è invece la sostanza femminile pagana di una lunga tradizione rituale contadina.
Non porta soldi, e non ha neppure un gruppo di elfi artigiani per fare regali, la Befana tradizionale porta arance, noci, piccoli dolci casalinghi e carbone, ultimamente zuccherato ma comunque carbone, e ci ricorda che dopo le feste si torna a lavorare a “sgobbare” per i frutti del terreno.
Non è un caso l’usanza di dire “l’epifania tutte le feste porta via”. Perché è proprio dopo il sei Gennaio che il contadino ricominciava con la nuova semina, che si riprendevano i fervori casalinghi per dar vita ad un nuovo, e si sperava, prosperoso raccolto.
La Befana è un personaggio molto inserito nella cultura italiana ma questa leggenda trova riscontri anche nelle tradizioni precristiane olandesi o tedesche.
E così presso i tedeschi del nord troviamo Frau Holle che nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste "Signore" portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle "signore della notte", le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati.
sabato 2 gennaio 2010
GAZA - Aggiornamenti dal Cairo e una lettera da Gaza
Il 31/12/2009 si è svolta la Gaza Freedom March a Gaza, a cui hanno partecipato solo i Palestinesi e meno di 100 internazionali (dei 1400 attivisti presenti al Cairo), che l’Egitto ha lasciato entrare a Gaza.
Gli internazionali al Cairo hanno continuato tutto il giorno a manifestare pacificamente al Cairo la loro determinazione a chiedere giustizia e libertà per Gaza e per tutta la Palestina. Sono stati continuamente aggrediti e dispersi o sequestrati negli alberghi da una solerte polizia Egiziana in assetto anti sommossa. Ci sono feriti, anche tra i 140 Italiani (non ho notizie dettagliate sul numero di feriti, la notizia è stata data dal TG3 ).
Ma gli attivisti non demordono ancora, chiedono a tutto il mondo attenzione, 30 sono in sciopero della fame ed hanno dichiarato che continueranno fino a quando anche Gaza, assediata, non riuscirà a mangiare
“Il piacere del nostro cibo è mescolato alla sofferenza dei Palesinesi.” In sostanza dichiarano: Non riprenderemo a mangiare finchè a Gaza non avranno riacquistato il diritto al cibo, ad una casa e alla libertà.
Ad iniziare lo sciopero della fame è stata Hedy Epstein, l’85enne sopravvissuta all’Olocausto, che da 5 giorni è in sciopero assieme a 29 attivisti.
DI SEGUITO LA COMMOVENTE LETTERA CHE SCRIVONO DA GAZA I PALESTINESI ASSEDIATI:
Per cortesia inoltrate questa lettera a tutti I sostenitori della Gaza Freedom March e dite loro che li aspettiamo ancora, marceremo con loro dentro Gaza presto! Non mollate, noi non cadremo!
Majed Abusalama
Noi sognatori della libertà a Gaza aspettiamo le “candele della speranza” che ardono fuori.
Ad un anno dal massacro di Gaza, il nostro cuore è allietato nel vedere tutti questi sostenitori dal mondo intero che ci salutano come fratelli e sorelle e ci trasmettono energie positive sufficienti per continuare ad essere ottimisti sul fatto che tutto il mondo un giorno chiederà ai propri leader di fermare la fondazione di nuove colonie in Cisgiordania e di rimuovere il blocco di Gaza.
Comunque, nonostante tutta questa attesa, proteste, sciopero della fame e dimostrazioni, il governo Egiziano ha consentito solo a 100 persone di entrare a Gaza. Noi giovani di Gaza diciamo che NON è sufficiente per interrompere il blocco. Gaza non vuole dipendere dagli “aiuti”. E non vogliamo solo poche persone autorizzate ad entrare una volta ogni tanto. La popolazione di Gaza vuole interrompere l’assedio completamente e per sempre. Abbiamo appena iniziato e siamo ancora piccoli, ma ora dobbiamo crescere, diventare tanti e forti.
Aspettiamo ancora che possiate entrare tutti a Gaza e di poter condividere con voi le sensazioni, i sentimenti, ma anche sel’Egitto vi costringe fuori, il lavoro che state svolgendo in Egitto è importante. L’Egitto è uno degli artefici del blocco, quindi apprezziamo molto tutte le azioni di protesta e solidarietà che avete condotto in ogni “centro nevralgico” di quella grande città che è il Cairo, rischiando parecchio la vostra incolumità personale,. Avete dimostrato il vostro sostegno a Gaza e alla Palestina forte e chiaro, cercando di svegliare l’umanità intera e sensibilizzarla sulle condizioni degli oltre 1 milione e mezzo di abitanti di Gaza che soffrono oramai da quattro anni.
Per favore, non smettete di lottare, non importa cosa accada. Con il vostro aiuto, noi otterremo giustizia e pace. Marciamo per la pace insieme.
Aspettiamo ancora che la Gaza Freedom March arrivi dal Cairo e Noi siamo contro la decisione del governo Egiziano! Siate i benvenuti a Gaza con l’augurio di un Felice Anno Nuovo senza Assedio, senza Settlements (Colonie) e senza Occupazione!
Majed Abusalama
Representative of Youth in Gaza
Community Activist and Peace Maker
Gaza strip, Palestine
Majedgaza@gmail.com
+972599828830
Gli internazionali al Cairo hanno continuato tutto il giorno a manifestare pacificamente al Cairo la loro determinazione a chiedere giustizia e libertà per Gaza e per tutta la Palestina. Sono stati continuamente aggrediti e dispersi o sequestrati negli alberghi da una solerte polizia Egiziana in assetto anti sommossa. Ci sono feriti, anche tra i 140 Italiani (non ho notizie dettagliate sul numero di feriti, la notizia è stata data dal TG3 ).
Ma gli attivisti non demordono ancora, chiedono a tutto il mondo attenzione, 30 sono in sciopero della fame ed hanno dichiarato che continueranno fino a quando anche Gaza, assediata, non riuscirà a mangiare
“Il piacere del nostro cibo è mescolato alla sofferenza dei Palesinesi.” In sostanza dichiarano: Non riprenderemo a mangiare finchè a Gaza non avranno riacquistato il diritto al cibo, ad una casa e alla libertà.
Ad iniziare lo sciopero della fame è stata Hedy Epstein, l’85enne sopravvissuta all’Olocausto, che da 5 giorni è in sciopero assieme a 29 attivisti.
DI SEGUITO LA COMMOVENTE LETTERA CHE SCRIVONO DA GAZA I PALESTINESI ASSEDIATI:
Per cortesia inoltrate questa lettera a tutti I sostenitori della Gaza Freedom March e dite loro che li aspettiamo ancora, marceremo con loro dentro Gaza presto! Non mollate, noi non cadremo!
Majed Abusalama
Noi sognatori della libertà a Gaza aspettiamo le “candele della speranza” che ardono fuori.
Ad un anno dal massacro di Gaza, il nostro cuore è allietato nel vedere tutti questi sostenitori dal mondo intero che ci salutano come fratelli e sorelle e ci trasmettono energie positive sufficienti per continuare ad essere ottimisti sul fatto che tutto il mondo un giorno chiederà ai propri leader di fermare la fondazione di nuove colonie in Cisgiordania e di rimuovere il blocco di Gaza.
Comunque, nonostante tutta questa attesa, proteste, sciopero della fame e dimostrazioni, il governo Egiziano ha consentito solo a 100 persone di entrare a Gaza. Noi giovani di Gaza diciamo che NON è sufficiente per interrompere il blocco. Gaza non vuole dipendere dagli “aiuti”. E non vogliamo solo poche persone autorizzate ad entrare una volta ogni tanto. La popolazione di Gaza vuole interrompere l’assedio completamente e per sempre. Abbiamo appena iniziato e siamo ancora piccoli, ma ora dobbiamo crescere, diventare tanti e forti.
Aspettiamo ancora che possiate entrare tutti a Gaza e di poter condividere con voi le sensazioni, i sentimenti, ma anche sel’Egitto vi costringe fuori, il lavoro che state svolgendo in Egitto è importante. L’Egitto è uno degli artefici del blocco, quindi apprezziamo molto tutte le azioni di protesta e solidarietà che avete condotto in ogni “centro nevralgico” di quella grande città che è il Cairo, rischiando parecchio la vostra incolumità personale,. Avete dimostrato il vostro sostegno a Gaza e alla Palestina forte e chiaro, cercando di svegliare l’umanità intera e sensibilizzarla sulle condizioni degli oltre 1 milione e mezzo di abitanti di Gaza che soffrono oramai da quattro anni.
Per favore, non smettete di lottare, non importa cosa accada. Con il vostro aiuto, noi otterremo giustizia e pace. Marciamo per la pace insieme.
Aspettiamo ancora che la Gaza Freedom March arrivi dal Cairo e Noi siamo contro la decisione del governo Egiziano! Siate i benvenuti a Gaza con l’augurio di un Felice Anno Nuovo senza Assedio, senza Settlements (Colonie) e senza Occupazione!
Majed Abusalama
Representative of Youth in Gaza
Community Activist and Peace Maker
Gaza strip, Palestine
Majedgaza@gmail.com
+972599828830
giovedì 24 dicembre 2009
BUONE FESTE da Willyna <3
Un sereno Natale per tutti voi amici miei che seguite il mio blog e ai vostri cari!
Un sereno Natale anche per voi che siete solo di passaggio e ai vostri cari!
e che Gesù riporti un pò d'ordine nell'umanità abbrutita dall'odio e dalla cattiveria
che riporti un pò più di amore
martedì 22 dicembre 2009
EGITTO IMPEDIRA' L'INGRESSO DA RAFAH - 2.a Chiamata all'Azione
La Freedom March prevede di entrare a Gaza dal valico di Rafah (Gaza/Egitto), chiuso a causa dell'assedio.
Fonte originale in inglese: http://gazafreedommarch.ca/cms/ENGLISH/BreakingNews.aspx
E’ ufficiale la comunicazione che il governo egiziano, dopo aver convocato gli ambasciatori delle 42 nazioni cui appartengono i volontari della Gaza Freedom March, li ha avvertiti che la Marcia non è autorizzata. Di conseguenza, pur non potendo impedire l'arrivo in Egitto di cittadini stranieri, impedirà ogni violazione delle leggi e della sicurezza del Paese, se necessario anche procedendo ad arresti. La nostra ambasciata non ha potuto che prendere atto delle dichiarazioni egiziane, non potendo agire autonomamente, in quanto la dimensione del problema va molto oltre i rapporti bilaterali italo-egiziani.
Di seguito, trovate la traduzione del comunicato emesso, a nome di tutte le organizzazioni della GFM, dal Comitato organizzatore e un testo suggerito da inviare VIA MAIL
********************
COMUNICATO EMESSO A NOME DI TUTTE LE ORGANIZZAZIONI DELLA GFDM, DAL COMITATO ORGANIZZATORE
21 dicembre 2009
Siamo determinati a rompere l'assedio
Continueremo a fare tutto il possibile perché si realizzi
Con il pretesto di un aumento delle tensioni sul confine tra Gaza ed Egitto,
il Ministero degli Esteri egiziano ci ha informato ieri che il confine di Rafah
sarà chiuso nelle prossime settimane. Abbiamo risposto che la tensione c'è
sempre al confine a causa dell'assedio, che non ci sentiamo minacciati e
che, se ci sono rischi, sono rischi che siamo disposti a correre. Abbiamo
anche detto che ormai è troppo tardi per gli oltre 1.300 delegati provenienti
da più di 42 paesi per cambiare i loro programmi. Abbiamo entrambi
convenuto di proseguire i nostri scambi.
Anche se lo consideriamo un passo indietro, è comunque qualcosa che
abbiamo incontrato - e superato - in passato. Nessuna delle delegazioni,
grandi o piccole, che sono entrate a Gaza nel corso degli ultimi 12 mesi ha
mai ricevuto un' autorizzazione finale prima di arrivare al confine di Rafah.
La maggior parte delle delegazioni sono state scoraggiate persino da
lasciare il Cairo per Rafah. Alcune hanno avuto i loro pullman bloccati lungo
la strada. Ad alcune è stato detto chiaro e tondo che non potevano andare
a Gaza. Ma a seguito di pressioni pubbliche e politiche, il governo egiziano
ha cambiato la sua posizione e le ha lasciate passare.
I nostri sforzi e i nostri piani rimangono invariati, a questo punto. Abbiamo
deciso di rompere l'assedio di Gaza e marciare il 31 dicembre contro
l'assedio israeliano. Continuiamo nella stessa direzione.
Le ambasciate e missioni egiziane in tutto il mondo devono sentire la nostra
voce e quella dei nostri sostenitori (per telefono, fax ed e-mail) nei prossimi
decisivi giorni, con un messaggio chiaro: lasciate che la delegazione
internazionale entri a Gaza e lasciate che la Gaza Freedom March faccia il
suo cammino.
Avete aderito e vi sieti iscritti per partecipare alla Gaza Freedom March: è
stato il primo passo. Adesso, chiamate e scrivete all'ambasciata egiziana a
Roma e chiedete ai parlamentari da voi eletti di chiamare a vostro nome.
Contattate i media locali per dire che state partendo per Gaza. Poi fate le
valigie e venite al Cairo pronti a camminare insieme ai nostri fratelli e sorelle
di Gaza.
Aspettiamo di vedervi tutti la settimana prossima.
Comitato organizzatore
Gaza Freedom March
***************************
CHIAMATA ALL’AZIONE :
BOZZA DI LETTERA DA INVIARE ALL'AMBASCIATA EGIZIANA
VIA MAIL A Vambegitto@yahoo.com , VIA TELEFONO AI NUMERI 0644234764, 068440191, 0684241896. O TRAMITE FAX AI NUMERI 068554424 e 0685301175. Coinvolgete amici, parenti, rappresentanti istituzionali come consiglieri regionali, provinciali, comunali, insomma chi vi pare.
***********************
** Esempio di testo per le chiamate/fax/email all'ambascata :
Scrivo per esprimere il mio pieno sostegno alla Gaza Freedom March del
31 dicembre 2009. Chiedo al Governo egiziano di consentire ai/alle 1.300
delegati/e internazionali di entrare nella Striscia di Gaza attraverso l'Egitto.
Obiettivo della marcia è esigere da Israele la fine dell'assedio. La
delegazione internazionale consegnerà anche aiuti medici di cui c'è grande
scarsità, così come materiale scolastico e giacche invernali per i bambini di
Gaza.
Per favore, lasciate che questa storica Marcia possa procedere.
Cordiali saluti,
domenica 20 dicembre 2009
NATALE IN TERRA SANTA - sotto assedio è uno strazio
http://www.youtube.com/watch?v=9esPiCxLDZk
un modo per partecipare, sostenere, anche solo facendo girare le informazioni:
la Freedom March il 27 Dicembre 2009, http://www.gazafreedommarch.org/
L'iniziativa italiana che partecipa a questa marcia: Urgenza Sanitaria Gaza, sono già partiti alcuni giorni fà, portando più di 600 protesi in dono ad un ospedale di Gaza.
link per informazioni : http://urgenzasanitaria.ning.com/
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