giovedì 14 maggio 2009

LE PRIME IMMAGINI SCIOCCANTI DAL TIBET






http://videos.nouvelobs.com/video/iLyROoafJ_qE.html

Stomaco forte, troppo forte per vederle!
sicuramente le oscureranno !

mercoledì 13 maggio 2009

IL DALAI LAMA










BREVI CENNI STORICI PER CAPIRE DI COSA PARLIAMO

Si tratta di un genocidio fisico e culturale! Molti ne sanno poco, Troppi non sanno!

E tutto questo va avanti da 50 anni! Nell'indifferenza generale!

Se fate caso anche in marzo vennero pubblicate foto sui giornali e brevi, brevissimi cenni fotografici e filmati in televisione. Non potevano fare a meno di parlarne ma il tutto è già stato quasi dimenticato in poco più di un mese!

Ma i tibetani ancora là stanno e ancora là soffrono!



NON DIMENTICHIAMO! E NON PERMETTIAMO CHE GLI ALTRI DIMENTICHINO! AIUTATEMI E AIUTATE I TIBETANI!



Brevi cenni storici presi dal sito ufficiale italiatibet http://www.italiatibet.org/



L'Associazione Italia-Tibet è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si propone di sostenere il lavoro del Dalai Lama e del suo governo in esilio, affinché al popolo tibetano venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e siano garantite le fondamentali libertà civili.




Nel 1950 la Repubblica Popolare Cinese invase il Tibet.



L’invasione e l’occupazione del Tibet costituirono un inequivocabile atto di aggressione e violazione della legge internazionale.Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di sinizzazione e sottomissione del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare. Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò l’insurrezione con estrema brutalità uccidendo, tra il marzo e l’ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87.000 civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove fu costituito un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici. Attualmente, il numero dei rifugiati supera le 135.000 unità e l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle persecuzioni cinesi non conosce sosta.In Tibet, a dispetto delle severe punizioni, la resistenza continua.





Dominio cinese in Tibet


L’occupazione cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale:- Oltre 1.000.000 Tibetani sono morti a causa dell’occupazione.- Il 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri e stupa, è stato distrutto.- La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.- In Tibet sono di stanza 500.000 soldati della Repubblica Popolare.- Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio paese. Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo.- Lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non ai Tibetani.



La violazione dei Diritti Umani


Nel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva "la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso il diritto all'autodeterminazione". A partire dal 1986, numerose risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti, del Parlamento Europeo e di molti parlamenti nazionali hanno deplorato la situazione esistente in Tibet e all'interno della stessa Cina ed esortato il governo cinese al rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Malgrado gli incessanti appelli della comunita internazionale:


- il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato.


- Miglialia di tibetani sono tuttora impriogionati, torturati e condannati senza processo. Le condizioni carcerarie sono disumane.


- Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l'aborto.


- I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso.


- Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al Partito comunista.




Sostegno internazionale

Nel corso degli anni il problema tibetano è stato oggetto di una crescente attenzione da parte della comunità internazionale. Il Dalai Lama è stato insignito, nel 1989, del Premio Nobel per la Pace ed è stato ricevuto da molti capi di stato. In diversi paesi si sono costituiti gruppi interparlamentari a favore del Tibet, e in 60 paesi, sono attivi oltre 100 gruppi di sostegno. Gli Stati Uniti, l'Austria, l'Australia e l'Unione Europea a più riprese hanno inviato in Tibet delegazioni parlamentari d'inchiesta. In Italia è nato, nel maggio 2002, l'Intergruppo Parlamentare Italia-Tibet che, all'indomani della sua costituzione, ha presentato una risoluzione sul Tibet approvata a larga maggioranza il 9 ottobre 2002.



Vi rimando al sito per notizie sul Tibet come è oggi!
Grazie per essere passato di qui e avere letto!
Namastè!


giovedì 7 maggio 2009

AZIONE URGENTE PER IL TIBET - AIUTIAMOLI

AZIONE URGENTE



Istituzionale


Lettera di petizione per fermare l'esecuzione dei tibetani condannati a morte


È in corso l'invio di una lettera di petizione da inviare al Ministro della Giustizia cinese per fermare l'esecuzione delle condanne a morte sentenziate lo scorso 8 aprile 2009 nei confronti di quattro tibetani coinvolti nelle manifestazioni del marzo 2008 a Lhasa.È possibile firmare la petizione on line collegandosi al sito web di International Tibet Support Network in seguito riportato:

http://org2.democracyinaction.org/o/5380/t/5114/p/dia/action/public/?action_KEY=598

La lettera di petizione sarà automaticamente inviata.
Assieme ai tibetani e al tutte le organizzazioni che nel mondo operano a difesa dei diritti umani, facciamo sentire la nostra voce a difesa della vita dei condannati!
Grazie per la vostra collaborazione

Associazione Italia-Tibet

mercoledì 6 maggio 2009

Petizione Galline Ovaiole

Petizione Galline Ovaiole


400 milioni di galline in Europa, oltre 50 milioni solo in Italia. Il 90% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria. Cosa vuol dire?L'allevamento in batteria è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio più piccolo di un foglio di carta. Una tortura per gli animali, privati dei loro bisogni elementari.Per sapere tutto sui metodi di allevamento per la produzione delle uova: Campagna ovaiolePuoi aiutarci con una firma, è semplice e veloce, basta compilare i campi sottostanti.Se vuoi aiutarci ancora di più invitando anche i tuoi amici a firmare la petizione inviando questa email, oppure scaricando il modulo cartaceo della petizione e raccogliendo altre firme.

Le batterie sono prigioni. E' il momento di aprire le gabbie.


PETIZIONE POPOLARE

Al Ministro della SaluteAl Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali


I SOTTOSCRITTI CITTADINI

CONSIDERATO
che secondo lʼindagine Eurobarometro della Commissione Europea oltre il 57% dei cittadini europei ritiene che lʼallevamento delle galline ovaiole nelle gabbie di batteria debba essere profondamente cambiato per la sofferenza che arreca agli animali;

CONSIDERATO
che la vendita delle uova derivanti da allevamenti con sistemi non in gabbia è in forte crescita negli ultimi anni e che in alcuni Paesi UE ha raggiunto anche il 70% del totale delle uova vendute;

CONSIDERATO
che la Direttiva 1999/74 ha previsto dal 1° gennaio 2012 la fine delle gabbie di batteria convenzionali e, già dal 2003 il divieto di aprire nuovi allevamenti con tali sistemi;

CONSIDERATO
che studi scientifici e la relazione dell’Autorità per la Sicurezza Alimentare della UE hanno evidenziato i gravi problemi di benessere per le galline ovaiole nelle gabbie di batteria;

CONSIDERATO
che secondo il rapporto socio economico della Commissione Europea sull’impatto delle norme della Direttiva 1999/74, la riconversione verso sistemi di allevamento alternativi non in gabbia, può avere un costo compreso tra 1,3 e 2,6 centesimi di Euro per uovo;

CONSIDERATA
la comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo e al Consiglio nella quale viene pienamente confermato il bando delle gabbie di batteria entro il 2012;

CONSIDERATO
il nuovo Trattato Europeo che impegna le Istituzioni europee e nazionali a tenere pienamente in considerazione il benessere degli animali nella legislazione in quanto esseri senzienti;

CONSIDERATO
altresì che lʼetichettatura delle confezioni di uova da galline allevate in gabbia non reca la prevista dicitura chiaramente leggibile ed in evidenza e che le rappresentazioni grafiche non descrivono l’effettivo sistema di allevamento delle galline, ingenerando nel consumatore la convinzione che tali uova derivino da galline allevate libere e all’aperto.

CHIEDONO AL GOVERNO:

di sostenere a livello europeo lʼapplicazione del bando delle gabbie di batteria entro il 1° gennaio 2012;
di prevedere il progressivo superamento delle gabbie cosiddette “modificate” o “arricchite”, come già fatto da altri Governi UE e non;
di integrare misure capaci di rendere disponibili i fondi della UE nei Piani di sviluppo rurale a livello nazionale e locale per la chiusura e la riconversione degli allevamenti;
di prevedere misure integrative alle norme sull’etichettatura delle uova in modo che permettano chiaramente e con evidenza al consumatore di comprendere l’effettivo sistema utilizzato per l’allevamento delle galline.

Petizione traffico cuccioli

Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli!


Rompiamo le scatole ai trafficanti di cuccioli.Possiamo farlo. Sul serio.Grazie alla tua firma. Grazie al tuo sostegno.


Se vuoi aiutarci ancora di più invita i tuoi amici a firmare la petizione on line, oppure scarica il pdf della
petizione e raccogli le firme.


PETIZIONE POPOLARE



Al Ministro della Salute
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati


I SOTTOSCRITTI CITTADINI
anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione


PREMESSO CHE:

ogni anno migliaia di cuccioli di cane e gatto nati nei Paesi dell’est europeo sono introdotti illegalmente in Italia in età tenerissima, con documentazione di viaggio spesso falsa o contraffatta;
i cuccioli importati sono smerciati in allevamenti, negozi e mercati ambulanti, con enormi guadagni. Sono esposti nelle Fiere del cucciolo e in altri casi usati per l’accattonaggio;
circa il 40% dei cuccioli muore dopo il viaggio e nei primi mesi di vita;
esiste il rischio di reintrodurre malattie ormai scomparse e pericolose anche per l’uomo, come la rabbia, endemica, in molti Paesi dell’Est europeo. Spesso, infatti, l’antirabbica, l’unica vaccinazione obbligatoria, non è praticata o è inefficace;
gli ingressi clandestini sfuggono facilmente ai controlli. Pochi sono quelli effettuati, con grande difficoltà. Scarsi i mezzi a disposizione;
non esistono efficaci strumenti nomativi per contrastare il fenomeno;
mancano sanzioni per la violazione degli obblighi comunitari sulla movimentazione di animali e in particolare, su obbligo del microchip, documentazione di viaggio, vaccinazioni;
la normativa che disciplina gli allevamenti e i negozi è carente e disomogenea sul territorio nazionale;
tutto questo rappresenta un grave costo etico, economico e sanitario.


CHIEDONO:

una moratoria sugli ingressi di cani e gatti dai Paesi dell’Est Europeo;
il divieto di vendita di animali nei negozi e incentivi per chi sceglie di astenersi dalla vendita;
il divieto di fiere di animali, accattonaggio con animali e loro utilizzo come premi;
il divieto di ingresso di cuccioli sprovvisti di vaccinazioni contro le patologie infettive più comuni;l’istituzione dell’anagrafe felina;
l’introduzione del passaporto europeo come unico documento ufficiale per il cane e il gatto, anche per gli animali nati in Italia;
l’utilizzo di microchip in grado di identificare inequivocabilmente i cuccioli nati in Italia;
l’obbligo per l’allevatore di denunciare alla ASL l’accoppiamento e le cucciolate entro sette giorni dal parto, registrandole sul passaporto della madre;
il dovere per il proprietario di provvedere all’inoculazione del microchip e alla iscrizione in anagrafe entro quattordici giorni dalla nascita;
la collaborazione con le autorità dell’Europa dell’Est per bloccare alla partenza le importazioni illegali e la creazione di un archivio informatico dei passaporti;il rafforzamento delle Forze di Polizia per i reati contro gli animali;
maggiori e più accurati controlli su allevamenti e negozi e la dotazione di lettore di microchip per la polizia nazionale e locale;
leggi che disciplinino gli allevamenti, la registrazione di nasciten e cessioni e l’equiparazione tra allevamenti professionali e “amatoriali”;
la messa in rete di tutti i nominativi dei medici veterinari accreditati presso lo stato estero;l’obbligo per il veterinario di dichiarare agli organi competenti, irregolarità e particolarità riscontrate, come nel caso di patologie infettive poco frequenti nel nostro Paese;
l’introduzione di nuove ipotesi di reato legate alla documentazione di viaggio, all’introduzione e alla vendita di animali malati, con aspre sanzioni penali e l’interdizione dell’attività di commercio.



http://www.nonlosapevo.com/home.htm



Rompiamo le scatole
ai
trafficanti di cuccioli.


Possiamo farlo. Sul serio.
Grazie alla tua firma.
Grazie al tuo sostegno.
Se vuoi aiutarci ancora di più invita i tuoi amici a firmare la petizione on line, oppure scarica il pdf della petizione
e raccogli le firme.


Grazie!

AIUTA LA LAV!




Anche quest'anno puoi aiutarci a fare tanti passi grazie al 5xMille. E' semplice e non costa nulla.Il tuo 5xMille, insieme a quello di tutte le persone che sceglieranno la LAV, può rappresentare un prezioso aiuto per noi. Grazie al 5xmille, daremo maggiore forza alle nostre iniziative per l’affermazione dei diritti degli animali! Scopri come fare.

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Quanti passi grazie al 5xMille?
Ve lo abbiamo promesso da subito. Oggi possiamo rispettare questa promessa: raccontarvi quanti passi in più abbiamo fatto insieme, grazie a voi. Grazie al 5xmille 2006.


Quanti passi grazie al 5xMille?
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Ve lo abbiamo promesso da subito. Oggi possiamo rispettare questa promessa: raccontarvi quanti passi in più abbiamo fatto insieme, grazie a voi. Grazie al 5xmille 2006. Donaci il 5xmille con la dichiarazione di quest'anno. Per fare tanti altri passi. Insieme! Scopri come.


FOCHE : VITTORIA STORICA! ADESSO VERAMENTE BASTA! GRAZIE LAV!




Mai più pelli di foca in Europa e in Italia. Grazie LAV!





Oggi è un giorno storico. E' il giorno di un grande risultato per le associazioni animaliste di tutto il mondo e per la LAV, che per anni si è battuta strenuamente in Italia per salvare le foche.

Oggi il Parlamento europeo ha votato il bando delle pelli e dei prodotti derivati di foca. Ha ascoltato la richiesta di mezzo miliardo di persone che ha detto NO alla caccia alle foche.

Basta. Chiuso.

Questa è stata l'ultima stagione con la complicità del mercato europeo.D'ora in poi le foche in Canada non saranno più uccise per esportare le loro pellicce verso il nostro continente.

Grazie all'impegno pluriennale delle associazioni europee e mondiali.Grazie alla costante battaglia della LAV che in Italia ha ottenuto importanti risultati a tutela delle foche.

Grazie al supporto tutti voi, che avete gridato un deciso e unanime STOP al massacro dei cuccioli di foca.


Il nostro impegno non si ferma qui. Continueremo il nostro lavoro di pressione su Governo e Parlamento affinchè ora l'Italia si doti di rigorose sanzioni per rendere efficace il divieto ottenuto.
Sono sicuro che deciderai di rimanere al nostro fianco.Sono sicuro non farai mancare il
tuo sostegno alle nostre azioni.

Dona on line.


Roberto Bennati
Vice Presidente LAV