domenica 25 ottobre 2009

TESTIMONE DA GAZA RACCONTA Video da Free Gaza News 22 Ott 2009

Ogni tipo di arma è stata utilizzata contro la popolazione di Gaza

Ewa Jasiewicz, coordinatrice Free Gaza a Gaza, racconta a Berlino quanto ha vissuto come testimone oculare durante i 22 giorni di massacro dei civili a Gaza. Il racconto di quanto vissuto assieme ad altri 7 volontari, è straziante. Israele ha ucciso deliberatamente 16 medici mentre svolgevano il proprio lavoro nel tentativo di salvare la vita ad altri Palestinesi, sono stati il loro bersaglio diretto. Ewa e gli altri volontari di Free Gaza e International Solidarity Movement accompagnavano le ambulanze, inorriditi da quanto vedevano.

Guardate questo video, doppiato in italiano :

http://www.youtube.com/watch?v=rIvqf_PULlo



Racconta molto chiaramente le condizioni di vita della popolazione di Gaza, come cercano di procurare cibo alle proprie famiglie mentre le forze di occupazione Israeliana sparano su pescatori e contadini, per ucciderli, molto dopo che le operazioni Piombo Fuso sono apparentemente terminate.

Ascoltate il racconto, guardate le immagini filmate da coloro che erano presenti quando Israele utilizzava bombe al fosforo bianco e altre armi letali contro la popolazione civile. Intere famiglie sono state smembrate, 29 membri di un’unica famiglia sono stati assassinati nelle proprie case mentre fuori sventolava una bandiera bianca .

Come racconta Ewa, “L’obiettivo Israeliano è liberare la Palestina dai Palestinesi: pezzo per pezzo, corpo dopo corpo, persona per persona, villaggio dopo villaggio.”

Lei, come tanti altri speakers, sono disponibili a raccontare alle vostre associazioni. Il nostro contatto è:
http://www.freegaza.org/join-in/speaker-bureau

potete chiedere che qualcuno di loro venga a parlare dei viaggi del Free Gaza Movement, del lavoro svolto a Gaza e a testimoniare riguardo i tentativi di Israele di distruggere la popolazione civile con le armi e il denaro Americano.

Trovi la versione in inglese (on English) : http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=444281678&blogId=515701432

venerdì 23 ottobre 2009

Partecipa alla revisione della Direttiva 86/609

Chiedi ai nostri europarlamentari di non perdere questa occasione di cambiare le condizioni dei 12 milioni di animali utilizzati nei laboratori europei e di sostenere il benessere degli animali da laboratorio e i metodi alternativi all'utilizzo di animali.




Entra nel sito della Coalizione (European Coalition to End Animal Experiments) e manda un messaggio al parlamentare europeo (Member of the European Parliament _MEP) che ti rappresenta.



1) clicca qui: http://www.eceae.org/lobby/mpsearch.php?issueid=1

2) scegli il tuo Paese (Choose your country: IT) e clicca su CONTINUE

3) seleziona la tua zona di appartenenza (Choose your region) e clicca su CONTINUE

4) scrivi a quanti più parlamentari possibile digitando

il tuo nome e cognome nella casella “Your name”, la tua email, il tuo indirizzo e se vuoi, aggiungi un commento personale nello spazio “Additional comments appended to letter”

5) conferma la tua richiesta inserendo il codice che appare a destra della casella “Enter security code shown”

6) clicca su “send a letter



Nel messaggio chiederai al tuo europarlamentare di sostenere il benessere degli animali da laboratorio, sottolineando come la posizione espressa dal Parlamento europeo e il Consiglio dei Ministri non riflette quella dell’opinione pubblica, che in un recente sondaggio si è espressa come contraria alla sperimentazione animale.



L’ECEAE (European Coalition to End Animal Experiments), di cui fa parte anche la LAV, chiede che in particolare che vengano considerati i seguenti punti:



• divieto di utilizzazione primati non umani, gatti e cani;


• applicazione della Normativa a tutti gli animali senzienti e a ogni area della ricerca compresa quella di base, nonché applicazione a tutti i progetti effettuati su invertebrati, embrioni e forme fetali;


• valutazione, a cura del governo competente, del rapporto tra danno e beneficio per tutti i progetti che prevedono l’utilizzo di animali;


• valutazione retrospettiva obbligatoria per tutti i progetti portati a termine;


• non autorizzazione di esperimenti che comportano gravi livelli di sofferenza;


• garanzia di un alto livello di trasparenza nelle procedure;


• divieto della ripetizione non necessaria degli esperimenti;


• implementazione dello sviluppo e messa in atto delle metodologie alternative grazie allo stanziamento di fondi;


• obbligo, da parte della Commissione, in collaborazione con le parti interessate, di effettuare una revisione costante della Direttiva in atto, al fine di mantenere la stessa adeguata alle nuove conoscenze scientifiche e all’opinione pubblica allo scopo di ottenere al più presto l’obiettivo comune di una ricerca senza animali.



Con il tuo messaggio, chiederai all'europarlamentare scelto, in qualità di rappresentante eletto, di supportare la volontà dei cittadini italiani ed europei dichiaratisi contrari alla sperimentazione animale e di non cedere ai falsi allarmismi delle potenti industrie coinvolte nei test, industrie che professano una riduzione della ricerca in favore di quella estera, nel caso venga aumentata la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.



Non esitare, scrivi!

http://www.lav.it/index.php?id=1417

martedì 13 ottobre 2009

venerdì 9 ottobre 2009

MATERA - SCANDALOSO - RISOLTO GRAZIE A STRISCIA LA NOTIZIA IN 2 GIORNI!

MATERA


Striscia la notizia - Edoardo Stoppa a Matera (Martedì 06 Ottobre 2009)









Dopo 2 giorni Ritorno a Matera



L' inviato di -Striscia ha delle buone notizie sulla vicenda dei cani rinchiusi nei Sassi della città in Basilicata











Adesso i cagnolini sono qui : http://www.canileargo.it/


E SE STRISCIA LA NOTIZIA NON FOSSE INTERVENUTA?
POSSIBILE CHE PER AVERE GIUSTIZIA CI SI DEBBA RIVOLGERE A UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA?

martedì 6 ottobre 2009

Il DALAI LAMA A WASHINGTON MA OBAMA NON LO RICEVE - VERGOGNA!

Washington, 5 ottobre 2009 (http://www.corriere.it/)


Il Dalai Lama arriva a Washington e per la prima volta dal 1991 non sarà ricevuto dal presidente americano. Il leader spirituale tibetano è nella capitale Usa a conclusione di un lungo tour nel Nord America, ma la Casa Bianca ha preferito rinviare ad altra occasione l'incontro con Barack Obama per non danneggiare i rapporti con Pechino in vista della visita presidenziale in Cina, a novembre. Il primo faccia a faccia tra Obama e il Dalai Lama potrebbe avvenire in un'altra occasione, forse già entro la fine dell'anno, ma non mancano le critiche per questo rinvio. "Cosa deve pensare un monaco o una suora buddhista rinchiusi nella prigione di Drapchi nell'apprendere che Obama non riceve il leader spirituale tibetano?", si è chiesto Frank Wolf, un membro repubblicano del Congresso impegnato nella battaglia per i diritti umani. Anche il primo ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche, ha accusato la Casa Bianca di "acquiescenza". L'attuale amministrazione Usa aveva già fatto capire quanto tenesse ai rapporti con Pechino quando a febbraio, prima di una visita in Cina, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, aveva affermato che la difesa dei diritti umani umani non deve "interferire con la crisi economica globale, con la crisi dei cambiamenti climatici e con quella della sicurezza".



Fonti dell'amministrazione Obama hanno spiegato al Washington Post che in questo momento per gli Usa è troppo importante non irritare la Cina per coinvolgerla nel dialogo sulla minaccia nucleare posta dalla Corea del nord e dall'Iran. E' una politica ribattezzata "rassicurazione strategica" di Pechino. Inoltre, viene fatto notare, lo staff di Obama non crede molto in questi incontri rituali che si traducono spesso in una bella foto ricordo senza reali progressi per la causa tibetana. Nell'ultima visita del Dalai Lama a Washington, nel 2007, George W. Bush era stato il primo presidente americano a incontrarlo in pubblico e davanti a fotografi e telecamere in una cerimonia a Capitol Hill. In quell'occasione al leader spirituale tibetano fu consegnata la medaglia d'oro del Congresso, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti. Anche stavolta a ricevere il Dalai Lama ci sarà, tra gli altri, proprio la speaker democratica del Congresso, Nancy Pelosi, grande sostenitrice della lotta per i diritti umani in Tibet. Dal 1991 è l'undicesima volta che Tenzin Gyatso, questo il nome del XIV Dalai Lama, si reca in visita negli Stati Uniti. (www.corriere.it/Agi)
 
Giovedì 1°ottobre, il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha nominato Maria Otero alla carica di Coordinatore Speciale per la questione tibetana con il compito specifico di promuovere il dialogo tra la Cina e i rappresentanti del Dalai Lama. Maria Otero è sotto segretario di stato per la democrazia e gli affari internazionali

lunedì 5 ottobre 2009

Un'altra ricerca è possibile ! I metodi alternativi sono possibili e molto si è già fatto!


Metodi alternativi


In base alle normative nazionali e internazionali in materia di sperimentazione animali si intendono come alternativi:

• i metodi che sostituiscono l’impiego di animali nella sperimentazione

• le procedure che, pur utilizzando animali, ricorrono a tecniche meno invasive o riducono il numero di animali utilizzati nella sperimentazione

La LAV sostiene SOLO il ricorso a metodi che sostituiscono completamente l’uso di animali.

Esistono centinaia di metodi alternativi, come:

• i modelli informatici

• le analisi chimiche

• le indagini statistiche (come l’epidemiologia e la metanalisi)

• gli organi bioartificiali

• i microchip al DNA

• i microcircuiti con cellule umane


Tuttavia i veri metodi scientifici sono solo quelli che sostituiscono del tutto gli animali, per la definizione stessa di modello sperimentale, ossia la riproduzione del fenomeno oggetto dello studio dalla quale sono state eliminate delle variabili, in modo da renderlo più semplicemente analizzabile. Nessun animale, di qualsiasi specie esso sia, può considerarsi un “uomo semplificato”.


Già senza animali

Il completo abbandono dell’utilizzo di animali nella sperimentazione è ancora molto lontano ma, grazie alle informazioni diffuse dalle associazioni animaliste e alle campagne di mobilitazione dell’opinione pubblica, i metodi alternativi stanno già sostituendo le sperimentazioni cruente in alcuni settori.

Oggi non si utilizzano più animali in:



• crash test di automobili


• test di gravidanza


• test per verificare la contaminazione batterica di farmaci


• molti casi di verifiche igienico–sanitarie su alimenti


• molte esercitazioni per scopo didattico


• diversi test di tossicità su sostanze chimiche, come


l’assorbimento cutaneo, la mutagenesi e la genotossicità, la fototossicità, l’embriotossicità.


Il 70% della ricerca biomedica, ovvero della biologia della medicina, non fa uso di animali. (fonte: ISS).

Fino a non molti anni fa si pensava che gli animali non sarebbero mai stati sostituiti, eppure gli esempi sopra riportati dimostrano il contrario. Basta volerlo e attivarsi insieme per informare e sensibilizzare le istituzioni e le persone.

www.lav.it

TEST SUGLI ANIMALI - GUIDA LAV AL NON TESTATO - COSMETICI











Lo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”, promosso in Italia dalla LAV, è l’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale.

Le aziende aderenti si impegnano a:

• non effettuare - direttamente o commissionandoli a terzi - test su animali

• monitorare i propri fornitori e produttori perché si attengano all'impegno di non testare su animali le materie prime cosmetiche dopo la data fissata nella sottoscrizione allo Standard


• non utilizzare ingredienti provenienti dall’uccisione di animali.

Le aziende che hanno dimostrato di rispettare i criteri dello Standard e hanno superato il controllo effettuato da ICEA, sono state inserite nella Guida al non testato della LAV.

Lo STOP lo puoi scrivere con il tuo rossetto, con il tuo dopobarba, con il tuo dentifricio: scegli i prodotti delle aziende che trovi sulla Guida LAV, aziende che si sono impegnate concretamente per mettere fine ai test cosmetici su animali.

Per maggiori informazioni sui cosmetici non testati, potete contattare direttamente Michela Kuan, responsabile della campagna: m.kuan@lav.it

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Le aziende elencate sotto sono le ditte italiane approvate dalla LAV, che hanno sottoscritto l’impegno a rispettare lo standard .

Scegliendo i prodotti di queste aziende, puoi acquistare:

make up

saponi e creme

prodotti per l’igiene orale

detersivi

con la certezza di non contribuire alla sperimentazione animale.

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Per ottenere il riconoscimento di adesione allo Standard Non Testato su Animali, l’azienda deve:


- compilare un questionario dettagliato sulla propria politica aziendale in merito ai test su animali;


- fornire informazioni di tipo commerciale quali:


- tipologia di prodotti commercializzati


- mercato


-origine degli ingredienti


Il produttore deve inoltre presentare una dichiarazione scritta di TUTTI i propri fornitori, che attesti l’ impegno a non eseguire test su animali, almeno a partire dalla data fissata nella sottoscrizione allo Standard.

Se la documentazione risulta completa e corretta, l'azienda può richiedere la visita ispettiva di ICEA, che organizza un controllo sul campo.

L’organismo ufficiale accerta la conformità dell'azienda rispetto a quanto dichiarato sulla documentazione e verifica contestualmente anche l'adesione ai minimi requisiti di legge in termini di norme di buona fabbricazione (NBF).

Solo in seguito all'esito positivo della visita ispettiva ICEA, la LAV autorizza l'azienda all'utilizzo della dicitura dello standard.

Dal 2004 la LAV ha stilato un accordo con ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) che garantisce la conformità delle aziende ai principi dello Standard Non Testato su Animali.

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AZIENDE ITALIANE
che aderiscono allo Standard internazionale

Argital: Mi Fido

Allegro Natura: Bioermi, Happy clean


BioPet


Cibe Laboratori: Fiori & Frutta, Mondo Naturale, Antica Provenza Ligure, Econatura, Antico Marsiglia, Samarcanda


Coop


Derbe: Regenè; Speziali Fiorentini; Seres.


D’Aymons


Dr Taffi


Evan Bartholomew: Evan


Flora


Hawai


Helan


I Serafini


Indica


L'Erbolario

Mondosolidale


Pedrini Cosmetici: Lepo Line A


SAN.ECO.VIT :Ecoland, Biobi, Ecor, Ecotan, Victor Philippe


Saponificio Gianasso: Floralia, i Provenzali.


Aziende estere distribuite in Italia

The Body Shop



Montagne Jeunesse


John Paul Mitchell System


Jason Natural Cosmetic


W.S.Badger

Per conoscere l'elenco completo delle aziende straniere che hanno aderito allo standard, puoi consultare il sito BUAV 

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Che cosa fa la LAV

 In attesa del 2013, data in cui è prevista l’entrata in vigore del bando totale ai test cosmetici su animali, non solo per il prodotto finito ma anche per le materie prime che lo costituiscono, la LAV:

continua a promuovere lo Standard Non Testato su Animali incentivando le aziende italiane ad aderirvi;
ha contattato più di 1.000 aziende cosmetiche italiane e partecipato a fiere di settore;
è impegnata insieme alle principali associazioni animaliste europee nell’influenzare la legislazione in ambito cosmetico, al fine di incentivare il ricorso ai metodi alternativi alla sperimentazione animale.

Che cosa puoi fare tu
Per non incrementare i test sugli animali, scegli per quanto possibile solo i prodotti delle aziende presenti nella nostra lista. Parlane con i tuoi amici e conoscenti
Sostieni la LAV
Migliaia di animali attendono ancora il nostro aiuto e per salvarli abbiamo bisogno anche del tuo sostegno.
Puoi dare il tuo contributo alla campagna contro i test cosmetici della LAV assicurando, tramite una donazione deducibile, il necessario sostegno economico alle nostre azioni o, se preferisci, diventando socio LAV.

Se il produttore dei tuoi cosmetici preferiti non ha ancora sottoscritto lo Standard "Non testato su animali", invitalo a:
• fornirti indicazioni di come effettua controlli su fornitori e produttori di materie prime;
• impegnarsi per rispettare il nostro standard.

Maggiore sarà il numero di aziende che aderiranno, minore sarà il numero di animali vittime degli esperimenti.

Per contattare i produttori, modifica inserendo i tuoi dati il seguente testo:

Spett.le


Sono un vostro consumatore da tempo e apprezzo molto la qualità dei vostri prodotti; tuttavia vorrei conoscere il motivo per cui la vostra ditta non compare sulla Guida Pratica dei cosmetici della LAV (Lega Anti Vivisezione, www. lav.it), che so essere l'unica a basarsi su uno standard internazionale, così come ho saputo dalla stessa LAV. La stessa associazione mi ha comunicato che il disciplinare dello standard cosmetici si basa sul fatto che una ditta si impegna, dalla data indicata nella sottoscrizione allo standard, a non effettuare ne' commissionare test su animali su prodotti ed ingredienti, monitorando tutta la filiera produttiva fino al produttore di materie prime. Inoltre la conformità allo standard della LAV è controllata da ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale), cosa che rende lo standard serio e affidabile a mio avviso. L’adesione allo standard permette di evitare l’incremento della sperimentazione animale a scopo cosmetico, poiché il produttore di cosmetici utilizzerebbe solo le materie prime fino a quel momento in commercio e non le nuove che richiederebbero, per legge, nuovi test su animali.


Spero di trovare il vostro nome sulla nuova Guida della LAV, altrimenti rivolgerò i miei consumi altrove.


Cordiali saluti


Nome e Cognome

TEST SUGLI ANIMALI - PARTE I







ROSSETTI E CREME


Ogni anno in Europa migliaia di animali muoiono:

- sfigurati da rossetti

- intossicati da profumi

- bruciati da creme e saponi

per rispondere alle prescrizioni di una normativa che impone di testare i nuovi ingredienti sugli animali, anche se esistono:

• più di 10.000 ingredienti già disponibili da utilizzare per le aziende

• tanti metodi alternativi di ricerca


Da sondaggi effettuati in tutta Europa emerge che la maggioranza delle persone non considera lo sviluppo di nuovi cosmetici un motivo valido per l’uccisione e la tortura di animali. Eppure i cosmetici sperimentati su animali continuano a essere commercializzati. Fino a quando?

Grazie a una grande Campagna internazionale coordinata dalla Coalizione Europea contro la Vivisezione e alla quale la LAV ha partecipato, abbiamo ottenuto una Direttiva Europea che prevedeva il divieto di vendita di cosmetici sperimentati su animali a partire dal 1998.

Il termine è stato posticipato prima al 2000 e poi al 2002.

La Direttiva 2003/15/CE ha sancito un nuovo allungamento dei tempi: il bando totale ai test cosmetici su animali praticati all'interno dell'UE e il divieto di commercio di cosmetici sperimentati su animali sono slittati al 2013!

Fino al 2013, per evitare inutili sofferenze agli animali, possiamo: orientare i nostri consumi su cosmetici ottenuti senza sperimentare sugli animali, scegliendo solo le aziende aderenti allo "Standard Internazionale Non Testato su animali", l'unico riconosciuto a livello internazionale.

Ovviamente questo non è facile direi a volte impossibile nel quotidiano e soprattutto nel campo medico!
Io dico però proviamoci!


domenica 4 ottobre 2009

SESSANT’ANNI DI TIRANNIA: LE PROTESTE DEI TIBETANI. DECINE DI ARRESTI IN INDIA E NEPAL


Dharamsala, 1 ottobre 2009. Mentre Pechino celebrava i sessant’anni della fondazione della Repubblica Popolare, in diverse parti del mondo i tibetani hanno inscenato manifestazioni di protesta per denunciare i soprusi e l’arroganza della Cina.


A New Delhi, la polizia indiana ha arrestato ventuno tibetani che, sventolando bandiere a lutto e avvolti nel vessillo tibetano, si erano riuniti di fronte all’ambasciata cinese, nella zona di massima sicurezza di Chanakyapuri. Gli attivisti, tutti appartenenti al Tibetan Youth Congress, hanno cercato di oltrepassare il muro di cinta dell’ambasciata (nella foto l’arresto di un tibetano). “Si sono arricchiti succhiando il sangue del popolo”, ha dichiarato un manifestante ai giornalisti. Un altro tibetano ha così affermato: “Noi del Tibetan Youth Congress non possiamo stare a guardare, i cinesi arrivano persino a cercare pretesti per attaccare l’India, il paese che per noi è un esempio e per il quale siamo disposti anche a sacrificare le nostre vite”.



Contemporaneamente, a Dharamsala, reggendo uno striscione con la scritta “Sessant’anni di Tirannia”, le maggiori Organizzazioni non Governative tibetane chiedevano la fine “dell’oppressivo regime comunista cinese” e invocavano l’avvento della democrazia in Cina e nelle altre regioni sotto il colonialismo di Pechino. In un comunicato congiunto, l’Associazione delle Donne Tibetane, il movimento Gu-Chu-Sum, il Partito Democratico del Tibet e la sezione indiana del gruppo Studenti per un Tibet Libero così dichiarano: “Le ONG tibetane, in solidarietà con il popolo della Cina, del Tibet e del Turkestan Orientale, si schierano unite contro il dispotico dominio del governo cinese”. “Nonostante i grandi cambiamenti e il progresso economico di questi ultimi sessant’anni, al popolo cinese sono ancora negati i fondamentali diritti umani”, prosegue il comunicato.

Queste le parole di Tsewang Rigzin, presidente del movimento Tibetan Youth Congress: “Oggi il regime comunista cinese celebra i sessant’anni della sua fondazione e noi siamo qui per denunciare i sessant’anni della brutale occupazione e oppressione del Tibet e del popolo tibetano”.



A Kathmandu, poliziotti in assetto antisommossa hanno fermato almeno trentotto tibetani che stavano protestando davanti a un edificio dell’ambasciata cinese. I manifestanti, sventolando bandiere tibetane, gridavano: “Non esistono diritti umani in Tibet” e “Vogliamo un Tibet libero”. Chabiraman Bhattarai, un ufficiale di polizia, ha dichiarato all’agenzia Afp che ''saranno rilasciati dopo le indagini necessarie''.

Notizie dell’ultim’ora, diffuse dall’agenzia Associated Press, riferiscono che i tibetani arrestati nella capitale nepalese sono una settantina.



Una spettacolare dimostrazione si è tenuta anche a New York, di fronte all’Empire State Building, illuminato con luci rosse e gialle in onore della celebrazione del sessantesimo anniversario della Repubblica Popolare. Un folto gruppo di tibetani e loro sostenitori hanno contestato la decisione dell’amministrazione cittadina alzando cartelli e striscioni in cui si denunciava la “vergognosa illuminazione” dell’edificio. Gridando slogan, i dimostranti spiegavano ai turisti che “la Cina racconta bugie e l’Empire State Building l’aiuta a mentire”.



(fonte: Phayul)

giovedì 1 ottobre 2009

DUE BUONE NOTIZIE : LAV

FINALMENTE DUE BUONE NOTIZIE :

BOLZANO - LA LAV SALVA LE MARMOTTE!

01/10/2009
[di M. Vitturi*] Le marmotte altoatesine sono salve, grazie all'ostinazione della LAV e dei suoi avvocati.Il Consiglio di Stato infatti ha ribaltato la decisione del Tar altoatesino che, la scorsa settimana, aveva bocciato il ricorso presentato dalla LAV per chiedere la sospensione del decreto che consentiva l’abbattimento di oltre mille marmotte nel solo mese di settembre.

Per l’ennesima volta il presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, ci riprova e per l’ennesima volta la LAV blocca le mire epuratrici del presidente cacciatore. Il presidente Durnwalder per il quale, evidentemente, la normativa statale che tutela le marmotte è niente di più che carta straccia, ci riprova regolarmente ogni anno a farne ammazzare una certa quantità dai cacciatori, con la scusa di ipotetici – in quanto mai provati – danni ai pascoli.

Fino ad oggi gli slanci epurativi sono stati regolarmente bloccati dai ricorsi presentati dalla LAV al TAR di Bolzano. Quest’anno, invece, il TAR, dopo avere incontrato i funzionari della provincia, aveva deciso di discutere la questione il 6 ottobre prossimo, ovvero 6 giorni dopo la fine del piano di abbattimento previsto dagli uffici provinciali.

E’ paradossale che un TAR voglia discutere un provvedimento di sospensiva quando oramai il documento provinciale ha già prodotto i suoi nefasti effetti. Lo può comprendere anche un bambino: a cosa sarebbe servito discutere la necessità di sospendere gli abbattimenti delle marmotte, dopo che queste fossero state abbattute?

Ma evidentemente il TAR di Bolzano, dopo aver per anni sospeso gli atti provinciali di abbattimento, quest’anno, dopo avere incontrato i funzionari provinciali, ha improvvisamente deciso di cambiare orientamento: non più decreto cautelare, ma discussione della sospensiva a sterminio compiuto. Per questo motivo la LAV ha studiato quindi una nuova strategia, rivolgendosi alla giustizia amministrativa di II grado, ovvero al Consiglio di Stato, che ha prontamente riconosciuto le nostre osservazioni, sospendendo il gravissimo atto provinciale.

Anche quest’anno, grazie agli avvocati Petretti, De Pascalis e Sandoli, siamo riusciti a bloccare un crudele
massacro. Resta ora da capire se sia legittimo il comportamento dei funzionari provinciali che, da anni, ripropongono provvedimenti fotocopia di quelli bocciati negli anni precedenti. La LAV intende approfondire questo aspetto, anche grazie ad un dossier che prende in esame tutti gli atti prodotti dall’ufficio caccia di Bolzano nel corso degli ultimi anni.

di M. Vitturi
Responsabile nazionale LAV del settore caccia e fauna selvatica


Firenze: uccise cagnolino, rinviato a giudizio

23/09/2009
La LAV esprime soddisfazione per la decisione del GIP dottoressa Sacco che, accogliendo l’istanza dell’Associazione, ha disposto l’imputazione coatta del carabiniere che sparò ad un cagnolino di nome Alì uccidendolo, e per la decisione del PM dottor Tei che il 28 agosto scorso ha citato in giudizio il militare.

La LAV, assistita dagli Avvocati Maria Beatrice Perugini e Barbara Vannucci, infatti, aveva presentato opposizione a supporto dell’accusa, in relazione alla vicenda risalente alla notte del 17 febbraio 2008, quando il cagnolino Alì perse la vita sotto gli occhi dei suoi proprietari, a causa di un colpo d’arma da fuoco sparato da un carabiniere nel corso di un controllo di routine nei confronti degli occupanti di un camper in sosta.

“Ci auguriamo che venga fatta piena luce sulla morte di Alì, una morte che aveva suscitato l’indignazione di molti cittadini, alcuni dei quali si erano uniti alla LAV nel corso dei presidi organizzati per chiedere che la morte di Alì non fosse dimenticata – dichiara Ilaria Innocenti, del settore Cani e gatti della LAV – ora attendiamo che il Tribunale di Firenze fissi la data dell'udienza dibattimentale di questo importante caso, in cui l’ imputato è non solo un cittadino, ma anche un tutore dell’ordine”.

“Auspichiamo che nel corso del processo sia finalmente accertata la responsabilità del carabiniere per l'uccisione immotivata di Alì e che venga emanata una sentenza che tenga conto del valore affettivo che i cani hanno raggiunto nella nostra società", concludono gli Avv. Perugini e Vannucci.